Si sono appena concluse le manifestazioni in Irpinia organizzate per il trentennale del terremoto del 1980. In relazione ai tragici eventi, furono numerosi i volontari che spontaneamente si recarono nei comuni disastrati per portare soccorso alle popolazioni. Trent’anni fa, insieme ai volontari della Caritas e delle altre associazioni, vi erano anche i volontari specializzati della Croce Rossa Italiana e il Corpo delle Infermiere Volontarie che insieme ai medici nelle tende da campo e nelle roulottes intervennero in maniera incisiva e professionale distribuendo viveri, medicinali e quant’altro. Presso la comunita’ di Sant’Angelo dei lombardi arrivarono nei giorni successivi al sisma circa sessanta volontari della Croce Rossa che insieme al Corpo delle Crocerossine si affiancarono alle forze dell’ordine, ai militari e ai tanti volontari. Negli anni successi, i vertici della Croce Rossa Italiana e quella Francese donarono al comune di Sant’Angelo l’ospedale prefabbricato, ma anche alcuni alloggi, cosi’ come la Croce Rossa Svizzera dono’ circa venti alloggi alle famiglie di Torella dei Lombardi. A testimoniare la grande vicinanza della piu’ grande associazione del mondo, nei giorni scorsi e’ stato anche il commissario nazionale della Croce Rossa Italiana, avvocato Francesco Rocca che ha voluto esprimere la sua vicinanza alle popolazioni duramente colpite dal sisma trent’anni fa: “ La notte del 23 novembre 1980 dopo che il terremoto aveva distrutto case, scuole, ospedali, intere cittadine e causando migliaia di morti, senzatetto e feriti, la Croce Rossa Italiana intervenne celermente in soccorso delle popolazioni così duramente colpite, contribuendo alla prima fase di ricerca dei sopravvissuti, sgombrando i feriti, distribuendo soccorsi per molti mesi di seguito e coordinando la solidarietà delle altre Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Nell’esprimere il ricordo commosso della Croce Rossa Italiana per tutte le vittime del sisma – ha concluso il numero uno della Cri Italiana – vorrei rivolgere un pensiero grato alle migliaia di volontari e operatori che parteciparono a quella grandissima operazione di soccorso, svolta con mezzi e tecnologie non confrontabili con quelle dei nostri giorni.”



