Trasporti in Irpinia, PdCI: “Garantire diritto alla mobilità”

“Con il taglio di circa 160.000 treni/chilometri ed una riduzione che supera i 2 milioni di euro, la Regione Campania sopprime completamente i collegamenti principali delle aree interne della Campania. La tratta Avellino – Benevento subirà un taglio di 138.000 treni/chilometro circa con una riduzione di 1,8 milioni di euro; la tratta Avellino – Salerno subirà tagli per 24.000 treni/chilometri con una riduzione di circa 400.000 euro (dati della delibera n. 434 del 9/8/2012 della giunta Regionale Campania). Questi tagli si vanno ad aggiungere ad altri, effettuati nel 2010/11, sulle tratte Benevento – Salerno e Avellino – Napoli, senza contare che per il prossimo biennio sono previsti altri tagli su diverse tratte”. E’ quanto afferma in una nota la Segreteria Provinciale del Partito dei Comunisti Italiani – FDS.
“Questa situazione ha, già da qualche anno, messo a dura prova pendolari e non, nella ricerca di soluzioni di viaggio alternative. L’unica soluzione “tampone” che fin’ora è stata attuata è quella del trasporto su gomma, che però è in uno stato di crisi rendendo quindi il mezzo ferroviario ancor più valido nel permettere di raggiungere i capoluoghi campani e le aree interne.
La Regione Campania invece, punta tutto sulla T.A.C. (Treno ad Alta Capacità) Napoli – Bari, per permettere un collegamento, senza ombra di dubbio importante, per il bacino mediterraneo. Ma questa prospettiva non può essere attuata a discapito delle aree interne (Irpinia e Sannio) che sono praticamente rimaste isolate e tagliate fuori da ogni prospettiva di progresso.
Nel Sannio, oltre il taglio previsto da Trenitalia, anche la linea Regionale Metro-Campania Nord-est, che collega Benevento a Napoli via Valle Caudina è da tempo in stato di crisi, con numerose corse tagliate e il fantasma della chiusura che significherebbe perdita di posti di lavoro, isolamento della Valle Caudina, notevoli disagi per migliaia e migliaia di persone. Se Benevento piange, Avellino non ride, dato che lunedì 10 settembre verrà chiusa la stazione ferroviaria. Una morte annunciata da tempo, dato che, poco alla volta, hanno tagliato tutte le corse disponibili. Siamo di fronte all’ennesimo scandalo che vede l’entroterra campano (in particolare l’Irpinia e il Sannio) protagonista in negativo. Contratti non rispettati, corse tagliate, decine di migliaia di persone tagliate fuori per una mobilità diventata insostenibile. Probabilmente sono finite le “vacche grasse” con cui tanti, specialmente i privati, lucravano tramite l’appalto. Ciò che importa è infatti gettarsi nelle “grandi opere”, come la Napoli – Bari, perché è lì che oggi si trova la “miniera d’oro” da sfruttare. Gli anni dell’Irpinia da industrializzare (e dei soldi facili) è finita. Lo sanno bene quei lavoratori che, giorno dopo giorno, vedono scipparsi diritti, lavoro ed una dignitosa esistenza.
Il frutto di questo raccolto andato a male è ancora una volta nelle mani di una classe politica (Regionale e provinciale) che si è resa complice di questo degrado che, da decenni, imperversa nel settore del trasporto su ferro. Assistiamo, da anni, solo a false promesse e contratti spazzatura. La realtà dei fatti è in mano ad un assessore che non ha esitato un minuto a tagliare le gambe all’Irpinia e al Sannio, decretandone (per ora) l’isolamento. E’ necessario agire affinché la Regione Campania, ristabilisca un livello decente di servizi e di trasporto pubblico, garantendo ai cittadini del Sannio e dell’Irpinia il diritto alla mobilità”.

SPOT