Biogem, chiuso il Meeting Le Due Culture: nel 2027 «Natura e storia»

Ad Ariano Irpino quattro giorni di confronto

Scienza e tecnologia stanno cambiando l’uomo, ma anche il modo in cui l’Occidente guarda a se stesso e immagina il proprio futuro. È attorno a questo interrogativo che si è sviluppata la diciottesima edizione del Meeting “Le Due Culture”, conclusasi ad Ariano Irpino, nella sede di Biogem, dopo quattro giornate di confronto tra studiosi, ricercatori, intellettuali ed esponenti delle istituzioni.

Il tema scelto per il 2026, “La scienza, l’umano, l’Occidente”, ha portato al centro del dibattito una questione che attraversa ormai ogni settore della società: fino a che punto il progresso scientifico e le sue applicazioni tecnologiche possono trasformare la vita dell’uomo senza modificare, insieme ad essa, valori, identità e relazioni sociali.

Sono stati venti i relatori coinvolti nel Meeting, chiamati a confrontarsi da prospettive differenti. La scelta degli organizzatori non è stata quella di ricercare una sintesi artificiale, ma di lasciare emergere anche distanze e divergenze, trasformando il confronto tra cultura scientifica e umanistica nel cuore stesso della manifestazione.

Neuroscienze, genetica, filosofia, bioetica, intelligenza artificiale, sicurezza informatica, storia e geopolitica sono entrate così in un dialogo più ampio sul futuro delle società occidentali. Una riflessione che ha riguardato tanto le opportunità offerte dalle nuove conoscenze quanto i rischi connessi a un progresso tecnologico capace di incidere sempre più profondamente sulle scelte individuali e collettive.

Nel corso delle giornate è emerso anche il tema della crisi dell’Occidente. Lo storico Aldo Schiavone, durante il confronto inaugurale, ha richiamato il paradosso di un mondo occidentale che ha contribuito in maniera decisiva alla globalizzazione e che oggi appare attraversato da nuove divisioni e da una crescente difficoltà nel definire una propria identità.

La XVIII edizione ha confermato l’impostazione che accompagna da anni il Meeting promosso dalla Fondazione Biogem-Cultura: mettere in comunicazione discipline spesso considerate lontane e riportare le conseguenze della ricerca scientifica dentro una discussione pubblica che non sia affidata esclusivamente agli specialisti.

Accanto agli incontri scientifici e culturali, il programma ha dato spazio anche alla musica, alla letteratura e alla fotografia, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente il confronto tra i diversi linguaggi della conoscenza.

Il Meeting ha ottenuto per la decima volta la Medaglia della Presidenza della Repubblica. L’edizione 2026 è stata inoltre inserita nel progetto dedicato al ciclo di eventi de “Le Due Culture”, sostenuto nell’ambito del Piano di promozione culturale della Regione Campania e con il contributo della Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali del Ministero della Cultura

A chiudere i lavori è stato il presidente di Biogem, Ortensio Zecchino, che ha indicato anche la direzione del prossimo appuntamento. La diciannovesima edizione del Meeting, prevista nel settembre 2027, avrà come tema “Natura e storia”.

Una scelta che apre un nuovo terreno di confronto e che prosegue idealmente il percorso avviato quest’anno. Dopo aver interrogato il rapporto tra scienza, uomo e identità occidentale, il Meeting sposterà infatti l’attenzione sul rapporto tra ciò che appartiene alla dimensione naturale e ciò che viene costruito, modificato e tramandato attraverso l’azione dell’uomo nel corso del tempo.

Per Biogem, dunque, il confronto non si esaurisce con la chiusura delle quattro giornate di Ariano Irpino. Resta aperta la questione che ha attraversato l’intera manifestazione: comprendere il progresso significa non soltanto misurarne le possibilità scientifiche, ma interrogarsi sulle responsabilità che esse comportano e sulla società che attraverso quelle possibilità si intende costruire.

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