Teatro Gesualdo, gestione bloccata: il commissario prefettizio non ha ancora convocato Maietta

Situazione di totale stallo al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino, dove, dopo un anno e mezzo a quasi dalla conclusione del concorso pubblico (18 gennaio 2024), il professore Angelo Maietta, vincitore della selezione indetta ad ottobre 2023 e dopo la notifica del decreto di vincita del 21 settembre 2024 non è stato mai convocato dall’ex amministrazione comunale per la firma del contratto utile a rendere operativa la nomina né dall’attuale commissario prefettizio.

Nonostante il suo ruolo previsto alla guida della Fondazione Città di Avelino che dovrà gestire il Teatro Gesualdo, il Casino del Principe e l’ex Cinema Eliseo, Maietta non ha potuto firmare alcun contratto di incarico, condizione indispensabile per assumere ufficialmente la gestione dei detti beni che dovranno entrare nella disponibilità della fondazione secondo lo schema giuridico che il Comune vorrà adottare. La sua nomina resta quindi sospesa nel vuoto burocratico, mentre la città continua a chiedersi perché il legittimo vincitore del concorso non sia stato ancora messo nelle condizioni di operare.

A confermare il mancato riconoscimento del suo ruolo, anche l’assenza di qualsiasi invito alla conferenza stampa con cui è stato presentato il cartellone teatrale della nuova stagione né alcun coinvolgimento nella preparazione del medesimo né alle trattative con le compagnie o gli artisti contattati: un gesto che ha ulteriormente alimentato sconcerto e perplessità vista anche la riconosciuta esperienza in ambito nazionale nel settore del detto professionista.

Ad oggi, il commissario prefettizio non ha compiuto alcun passo formale per affidare a Maietta la gestione temporanea della struttura, né lo ha convocato per la sottoscrizione del contratto. È questo l’atto che – unitamente alla gestione dei beni dedicati – manca per sbloccare definitivamente la situazione e restituire al teatro una guida operativa.

Senza questo passaggio, il Teatro Gesualdo rimane privo di una direzione legittima, mentre la cultura ad Avellino viene lasciata in sospeso tra atti incompiuti e silenzi istituzionali.
La città, intanto, chiede risposte, trasparenza e serietà, per evitare che un patrimonio culturale strategico venga abbandonato all’inerzia.

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