Teatro Carlo Gesualdo, lettera aperta della presidente Cataldi
Teatro Carlo Gesualdo, dopo le polemiche relative al flop dello spettacolo che ha inaugurato la nuova stagione del Massimo cittadino – la prima serata con Leo Gullotta ha fatto registrare appena 500 spettatori e l’assenza di rappresentanti istituzionali – ecco un’articolato intervento di Maria Grazia Cataldi, attuale presidente del consiglio di amministrazione del teatro. Nella nota sono citati anche i dati relativi agli ultimi anni di attività del Gesualdo.
Questa la nota:
“In merito agli articoli apparsi sulla stampa in questi giorni a proposito del Teatro Gesualdo, ritengo giunto il momento di fare doverosamente alcune osservazioni. Non certo per intervenire in polemiche – alcune in buona fede, altre semplicemente pretestuose e forse neanche del tutto disinteressate – che periodicamente, come per strani meccanismi ad orologeria, esplodono sempre nei momenti topici dell’attività teatrale (programmazione, campagne abbonamenti, inizio di una nuova stagione …); in momenti cioè delicati, nei quali è necessaria la massima concentrazione da parte di chi si assume certe responsabilità di gestione proprio quando sarebbe opportuno non offuscare l’immagine che così faticosamente il Gesualdo è riuscito a conquistarsi non solo a livello locale e regionale, ma – oso dire – su tutto il territorio nazionale. Il Teatro di Avellino, infatti, nato con lo slogan “Il Teatro della tua città”, è oggi un punto di riferimento per l’intera provincia, ha raggiunto un’ottima posizione tra i maggiori teatri della Campania, è tappa ambita per le più importanti compagnie teatrali e, nei grandi eventi, soprattutto musicali, attira pubblico perfino da altre regioni. Non sono io a dirlo. Sono i dati acquisiti nel corso di questi anni a dimostrare una crescita fino a poco tempo fa impensabile, se si considerano gli scarsi mezzi a disposizione e lo stesso contesto territoriale, di una città e una provincia non inserite tradizionalmente nei grossi circuiti culturali e teatrali nazionali, come del resto buona parte delle città meridionali. Il tanto bistrattato C.d.A. dell’Istituzione, così come attualmente composto, ha resistito tre anni facendo, per scelta unanime, voto di silenzio mentre tutt’intorno politici e intellettuali, strateghi da caffè e maghi dalle ricette magiche – tra l’altro quasi sempre gli stessi – sui giornali e in televisione andavano discettando sul “problema” del Gesualdo, sul suo “rilancio”, sul suo futuro. Fra tanto parlarsi addosso ha continuato, dunque, a lavorare per completare il proprio mandato, secondo le direttive dettate dall’Amministrazione attraverso il Regolamento dell’Istituzione e proseguendo, visti i buoni risultati, il progetto iniziale: “fare di un Teatro grande un grande Teatro”.
Non voglio in questa sede entrare nel merito di attacchi, di evidente natura politica, all’Amministrazione cittadina; non è mio compito. Ma mi rincresce molto vedere manipolate alcune mie dichiarazioni, rilasciate nel corso di un’intervista telefonica, estrapolandone solo una parte, quella che poteva prestarsi più facilmente, in un titolo ad effetto, ad un’interpretazione in linea con l’impostazione, chiaramente polemica e di opposizione, dell’intera pagina del giornale. Poiché sono solita assumermi sempre la responsabilità di quello che dico e di quello che faccio, anche su questo voglio fare chiarezza e, dati alla mano, dimostrare come certi allarmismi, che non fanno certo bene al teatro, e quindi neanche alla città, siano del tutto infondati e strumentali.
Ripercorro, quindi, sinteticamente le fasi dell’intervista. Se mi si chiede come mai alla “prima” di sabato sera non c’era molta gente a teatro, io rispondo che intanto ce n’era molta di più il giorno successivo. In questi ultimi anni abbiamo, infatti, riscontrato una maggiore preferenza per lo spettacolo domenicale, perché in periodo invernale risulta più comodo sia per i numerosi spettatori che vengono dalla provincia, sia per chi a teatro ci viene da solo (in particolare le donne) o ha problemi a far tardi la sera. Ora che ho dei dati in più posso aggiungere, a titolo esemplificativo, che, sommando agli abbonamenti il numero di biglietti venduti, abbiamo 499 presenze paganti in prima serata, 748 al secondo spettacolo, per un incasso di circa 18.000 Euro, giusto per smentire anche chi parla di flop nell’inizio della stagione. La scelta della “prima”? Uno spettacolo di grande qualità interpretato da un grande artista, una prima nazionale, il Gesualdo unica tappa della tournée in tutto il centro-sud. Un grosso calo di abbonamenti? Se parlo di una leggera flessione, so quel che dico. Gli abbonati alla rassegna “Grande Teatro”, di cui si parla, quest’anno sono in linea con la media riscontrata negli anni passati e non si possono rapportare solo alla passata stagione, in cui inaspettatamente si è verificato un incremento rispetto alla stessa media, che è sempre un elemento variabile come dimostrano analoghi precedenti. Quali i motivi di questa flessione? Innanzitutto una crisi economica generale che investe tutte le categorie sociali, imponendo un drastico taglio alle spese delle famiglie, dove il teatro non rappresenta naturalmente una priorità. Non siamo partiti un po’ tardi per gli abbonamenti? A questa domanda rispondo che, come di consueto, il C.d.A. nel mese di maggio ha inoltrato all’Amministrazione Comunale la propria proposta di programmazione della stagione teatrale per l’approvazione della Giunta. L’iter amministrativo – si sa – ha i suoi tempi, che rischiano di allungarsi se c’è in atto anche la nomina del nuovo Assessore alla Cultura, che è poi la figura di riferimento per il Teatro. Appena ricevuta la delibera, dopo la conferenza stampa del 5 luglio di presentazione della stagione siamo partiti con la campagna abbonamenti, certo leggermente in ritardo rispetto ai tempi previsti e in pieno periodo di vacanze, quando la gente è fuori città e magari pensa ad altro. Da qui a parlare di precise “responsabilità” mi sembra un po’ troppo.
A queste note, che possono apparire strettamente personali ma non lo sono affatto, mi permetto di aggiungere alcuni dati, che rapportati alla tabella che allego, servono a chiarire meglio e ad avvalorare le mie affermazioni. Gli abbonati alla rassegna “Grande Teatro” quest’anno sono 888, così ripartiti: 355 in prima serata, 533 in seconda. Ma – e questo fa capire l’orientamento del pubblico del Gesualdo – per la rassegna “Tradizione e Comici” solo nella giornata del 19 ottobre, data di inizio della campagna abbonamenti, si sono registrate ben 613 sottoscrizioni. Quanto alla vendita dei biglietti, riteniamo che, ad un conteggio finale, se ne riscontrerà un incremento se è vero che molti quest’anno, per oggettive difficoltà, hanno preferito optare per una partecipazione mirata scegliendo singoli spettacoli. Sono numeri, questi, che farebbero invidia a tanti teatri della regione, che con le nostre stesse presenze realizzerebbero sempre un “pienone”. Non dimentichiamo, infatti, che il Gesualdo è un teatro di 1187 posti: 713 in platea, 412 in galleria, 62 in 17 palchi. Così come non va ignorato che, con i tagli governativi alle attività culturali e quelli della Regione, che ha anche sospeso l’erogazione dei contributi già attribuiti per il 2009, il mondo dello spettacolo è in piena crisi. Molti teatri stanno chiudendo, altri sono costretti ad accorparsi per sostenere il peso di una stagione teatrale almeno dignitosa. Pochi giorni fa abbiamo appreso dalla televisione che teatri come il San Carlo di Napoli e la Fenice di Venezia aprono i loro foyer ai ricevimenti di matrimonio per fare cassa.
Il Gesualdo resiste ancora, grazie alla politica di economie e di risanamento del bilancio adottata come metodo; grazie alla scelta di adottare un semplice quanto proficuo principio di fundraising ospitando varie manifestazioni e, dal mese di maggio fino a luglio, i saggi-spettacolo delle scuole di danza della provincia e della regione che, sempre più numerose, ne fanno richiesta; grazie allo spirito di gruppo creatosi tra tutti coloro, dipendenti e collaboratori, che operano a vario titolo all’interno del teatro senza limiti di orari sia pure con qualche limite nelle retribuzioni; grazie al sostegno di un partner, il Teatro Pubblico Campano, che, nonostante il clima poco piacevole creato da un po’ di tempo a questa parte in città da attacchi avventati e anche poco realistici nei suoi confronti, continua a condividere con noi la programmazione, con offerte sempre di qualità, assumendosene totalmente il rischio di impresa e vari altri oneri, riconoscendo inoltre all’Istituzione una percentuale sugli incassi; grazie, infine, ma non in ultimo, al pubblico, quello che ogni anno riconferma con lo stesso entusiasmo il proprio consenso e quello che si rinnova di anno in anno, attraverso il quale si avvicinano al teatro nuove categorie sociali e generazionali.
Chi parla del “declino del Gesualdo” forse non viene mai a teatro. Altrimenti vedrebbe una struttura che non chiude mai in nessun periodo dell’anno; un teatro sempre in attività, dove gli ospiti trovano ogni volta disponibilità e accoglienza da parte del personale, sia tecnico che amministrativo, e dove le compagnie vengono assai volentieri, con grandi apprezzamenti, ad allestire i propri spettacoli, che spesso – quest’anno ancora di più – sono delle “prime” regionali e addirittura nazionali. Vedrebbe un teatro che si apre a tutte le iniziative che possono avvicinare al mondo dello spettacolo e della cultura le nuove generazioni, intercettandone l’energia e la voglia di fare, come si è dimostrato accogliendo con entusiasmo per due anni la manifestazione Flussi. A questo punto vorrei sottolineare l’attenzione rivolta ai bambini e ai giovani, sia attraverso la rassegna “Scuole a teatro” per i più piccoli e gli spettacoli mattutini del “Teatro civile” dedicati agli studenti delle Superiori; sia attraverso il Corso di formazione al canto corale, nato cinque anni fa, dando vita ad un Coro di Voci Bianche e ad un Coro Giovanile ormai molto accreditati e apprezzati in diverse manifestazioni anche fuori città. Tra l’altro, abbiamo ospitato per ben due volte giovani stagisti spagnoli, mentre è ancora in corso ed attiva una convenzione con l’Università di Salerno per degli stages mirati. Certo si potrebbe fare ancora di più – le idee non sono mai mancate – ma bisogna poter disporre di mezzi adeguati e di spazi liberi.
Che dire, poi, di chi giudica “banale” il cartellone di quest’anno, che nel mondo dello spettacolo, tra gli addetti ai lavori, è considerato uno dei migliori della stagione fra tutti i teatri? Ma un singolo giudizio – perché sembrerebbe uno solo finora – non può far testo; è certamente soggettivo e forse anche motivato. Basterebbe navigare un po’ su internet tra i siti specializzati per confrontare, sulla base della qualità e anche dei prezzi, le programmazioni di vari teatri con quella offerta dal Gesualdo, che tra l’altro non si limita ad una sola rassegna, quella principale (dieci spettacoli), ma tiene conto anche della diversità di gusti del suo pubblico, aggiungendo una rassegna “Tradizione e Comici” (7 spettacoli) e altri 3 spettacoli per il “Teatro Civile”, più gli attesissimi Concerti di grande musica e di grandi artisti. Il tutto prevedendo agevolazioni e sconti per diverse categorie di spettatori.
Non voglio rubare altro spazio alle Redazioni che avranno la bontà di pubblicare questa mia lunga lettera, che – lo ripeto – non vuole assolutamente alimentare ulteriori polemiche, bensì fare chiarezza, a titolo personale ma anche a beneficio degli altri due Consiglieri del C.d.A. con i quali si sono condivise in questi tre anni difficoltà soddisfazioni e anche qualche amarezza, sulla gestione del Teatro Comunale, che è – sì – “la maggiore impresa intellettuale della provincia di Avellino”, ma è ormai a tutti gli effetti un’azienda, va quindi maneggiata con cura soprattutto in tempi come questi.
Nel ringraziare dell’attenzione, concludo citando una frase che ci sentiamo ripetere spesso dagli artisti nei camerini del Teatro dopo lo spettacolo: “Avete un teatro splendido, come pochi altri tra i tanti che conosciamo; abbiatene cura”. E’ questo il messaggio che desidero trasmettere alla mia città, rivolgendomi in particolare a tutti coloro che affermano di tenere a cuore “l’esistenza e il destino del Gesualdo”.
Maria Grazia Cataldi
Presidente Istituzione Teatro Comunale Carlo Gesualdo
Abbonamenti al Cartellone principale (ora Rassegna Grande Teatro)
Stagione 2005-06
Turno A: 595
Turno B: 455
Totale: 1050
Stagione 2006-07
Turno A: 509
Turno B: 421
Totale: 930
Stagione 2007-08
Turno A: 442
Turno B: 433
Totale: 875
Stagione 2008-09
Turno A: 322
Turno B: 402
Totale: 724
Stagione 2009-10
Turno A: 436
Turno B: 586
Totale: 1022
Stagione 2010-11
Turno A: 355
Turno B: 533
Totale: 888


