Spera: “Governo si confronti su politiche di rilancio industriale”

“Si stà assistendo al progressivo declino di settori che sono stati la spina dorsale del nostro Paese, l’Ugl ha scelto di manifestare a Bagnoli per ribadire no ad un governo sordo e incapace a programmare una politica industriale che sta costando disoccupazione e totale desertificazione del Mezzogiorno e dell’intero Paese”. Lo ha gridato forte e chiaro il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera ad una platea di circa 10.000 persone alla manifestazione nazionale sul Primo Magg…

“Si stà assistendo al progressivo declino di settori che sono stati la spina dorsale del nostro Paese, l’Ugl ha scelto di manifestare a Bagnoli per ribadire no ad un governo sordo e incapace a programmare una politica industriale che sta costando disoccupazione e totale desertificazione del Mezzogiorno e dell’intero Paese”. Lo ha gridato forte e chiaro il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera ad una platea di circa 10.000 persone alla manifestazione nazionale sul Primo Maggio a Napoli. “Dalla Città della Scienza e dell’ex Italsider, sosteniamo che il lavoro non c’è a causa della crisi, ma allo stesso tempo il governo non sta facendo nulla per crearlo, lo ha ‘semplicemente’ destrutturato. E l’Ugl – ha tuonato Spera – gradirebbe sapere da Renzi come intende affrontare le troppe vicende critiche a cui si deve far fronte nel comparto metalmeccanico: basti ricordare Avio Interiors e Ansaldo Breda, Termini Imerese e Irisbus, ma anche Ixfin, Ericsson, Jabil e nuova Sinter, Ast e Ilva. E’ evidente il blocco totale di iniziative per agganciare la ripresa: non c’è politica industriale, non solo nel Sud ma in tutta Italia. Dal territorio industriale più esteso d’Europa tra Nola e Marcianise, si alza forte la richiesta al Governo su politiche di rilancio industriale. L’Ugl – ha concluso il S.G. Spera – è decisa ad avviare un confronto senza pregiudiziali per un piano Nazionale industriale serio non volendo più assiste sempre ed ancora all’inerzia di chi fà poco o nulla per impedire anche la fuga dei gruppi industriali dall’Italia”.

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