La FUNZIONE PUBBLICA CGIL di Avellino esprime preoccupazione e sollecita un confronto con il sindaco di Avellino, Paolo Foti e la Presidenza della Corte d’Appello di Napoli , per risolvere il problema dell’edilizia giudiziaria, alla luce della prevista soppressione e susseguente accorpamento degli uffici giudiziari di Sant’Angelo dei Lombardi e di Avellino. “Già da tempo – afferma la FP CGIL di Avellino – abbiamo chiesto un confronto, con l’apertura di un tavolo tecnico, per stabilire idonee allocazioni dei tribunali presenti sul territorio provinciale. Un invito, purtroppo, mai preso in considerazione. Non ci è chiaro – aggiunge la FP CGIL – quale strategia sia stata adottata per la risoluzione del problema ed è inspiegabile perché non sia stata sfruttata l’opportunità della proroga in deroga prevista dallo stesso disposto normativo, art. 8 co. 1 del DLg. n. 155/2012 , date le oggettive e numerose difficoltà nel reperire in Avellino e nell’hinterland idonei edifici Se i parlamentari non dovessero riuscire ad ottenere l’auspicata riapertura della discussione sulla cosiddetta “GEOGRAFIA GIUDIZIARIA”, il 13 settembre i decreti attuativi sulla revisione degli uffici entreranno in vigore con il rischio di non essere pronti ad assicurare una adeguata logistica al presidio di legalità avellinese. Condanniamo – afferma La FP CGIL – lo smantellamento dei presidi di legalità, delle funzioni di giustizia di prossimità, in virtù di una propagandistica logica elementare di risparmio, pratica ed immediata operazione di cassa, gioco illusionista che determina esclusivamente la perdita dei diritti di cittadinanza. Siamo invece favorevoli – aggiunge – ad un modello organizzativo efficiente in un contesto di riferimento europeo ed internazionale che prevede la valorizzazione del personale, attraverso un vero processo di riqualificazione, in una ampia e complessiva organizzazione amministrativa statale, moderna e capace di dare risposte adeguate ai cittadini. Per questo si chiede l’apertura di un confronto che coinvolga i deputati irpini, gli amministratori locali e le organizzazioni sindacali”






