Smaltimento acque reflue dei frantoi: summit in Provincia

Smaltimento acque reflue dei frantoi: summit in Provincia
Si è tenuto presso la Provincia di Avellino, nei locali dell’Assessorato all’Ambiente sito in Corso Vittorio Emanuele – ex Caserma Litto, l’incontro riguardante la problematica dello smaltimento delle acque vegetative e reflui della lavorazione dei frantoi oleari in provincia di Avellino. L’organiz…

Smaltimento acque reflue dei frantoi: summit in Provincia

Si è tenuto presso la Provincia di Avellino, nei locali dell’Assessorato all’Ambiente sito in Corso Vittorio Emanuele – ex Caserma Litto, l’incontro riguardante la problematica dello smaltimento delle acque vegetative e reflui della lavorazione dei frantoi oleari in provincia di Avellino. L’organizzazione del tavolo di incontro è stata proposta a seguito di un’interrogazione consiliare, di cui si era fatto promotore il consigliere, Giancarlo Ruggiero, che in tale sede aveva sollevato il problema che nei mesi di ottobre e novembre ciclicamente si ripropone, quello dello sversamento abusivo dei materiali di scarto dei frantoi che provocano ingenti danni a livello ambientale lungo i fiumi Ufita e Calore. Ogni anno infatti i 63 frantoi in provincia producono 15000 tonnellate di materiale di scarto, parte dei quali riversati in maniera irregolare. Obiettivo del tavolo di incontro è trovare una soluzione per ridurre l’immissione abusiva nei suddetti fiumi. All’incontro hanno partecipato l’assessore all’Ambiente della Provincia Domenico Gambacorta, il consigliere provinciale, Giancarlo Ruggiero, il dirigente del Settore Ambiente Fernando Capone, rappresentati dell’ARPAC, del Corpo Forestale dello Stato, dell’Asl, dell’Associazione Nazionale Frantoi Oleari, della societa IBI spa e del Consorzio Gestione Servizi. Dalla discussione è emerso, così come riportato da una nota del Consigliere Ruggiero che “tutti gli enti interessati formuleranno proposte che vadano ad agire in due direzioni: ottenere una vigilanza più stretta sul territorio, soprattutto in prossimità dei fiumi Calore ed Ufita; adeguare gli attuali impianti di depurazione, prevedendo anche dei punti di stoccaggio e sensibilizzare e favorire l’uso di quelli già esistenti, ma sottoutilizzati”.

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