Sicurezza, lavoro e territorio: le sfide dell’Irpinia secondo il prefetto Riflesso

Un territorio più sicuro sul fronte dei reati predatori e più impermeabile alle infiltrazioni criminali, ma ancora segnato da emergenze sociali e strutturali che richiedono risposte rapide e coordinate. È il quadro che emerge dall’analisi del prefetto di Avellino, Rossana Riflesso, che fa il punto su criminalità, vertenze industriali, fragilità sociali e rischi ambientali.

I dati su furti e interdittive antimafia sono incoraggianti: i primi diminuiscono, le seconde aumentano. Un segnale positivo non tanto per il numero in sé, chiarisce il prefetto, quanto per la capacità dello Stato di incidere più a fondo nel tessuto economico. «Dimostra che siamo in grado di penetrare più efficacemente nel sistema», sottolinea, pur ribadendo che l’interdittiva non è mai uno strumento da considerare con leggerezza.

A destare maggiore preoccupazione resta però la violenza di genere, fenomeno ancora molto diffuso. «Registriamo numerosi casi, ma fortunatamente molti vengono intercettati tempestivamente grazie alle denunce», spiega Riflesso. Un aspetto fondamentale, perché consente di seguire e proteggere le vittime, in gran parte donne, anche se non mancano casi che coinvolgono uomini. Il numero elevato di misure adottate testimonia l’attenzione crescente sul tema, ma anche la gravità del problema.

In controtendenza rispetto al calo generale dei reati, cresce invece il numero delle truffe agli anziani. Un fenomeno che impone un rafforzamento delle azioni di contrasto e prevenzione. «Le forze dell’ordine sono in prima linea, ma è fondamentale il coinvolgimento di parrocchie e scuole», afferma il prefetto. Sono già attivi progetti finanziati dal Ministero dell’Interno in collaborazione con i comuni, tra cui Avellino, con l’obiettivo di informare e sensibilizzare il maggior numero possibile di persone anziane.

Sul fronte economico, l’anno è stato segnato da numerose vertenze, ultima in ordine di tempo quella che riguarda ArcelorMittal a Luogosano, oltre alle preoccupazioni espresse dai produttori vitivinicoli. «La Prefettura ha già convocato un tavolo», spiega Riflesso, ribadendo la necessità di tenere insieme tutela dell’occupazione e diritto alla salute. Centrale sarà la presentazione del piano industriale dell’azienda, che dovrà affrontare anche il tema dell’impatto ambientale. L’incontro, rinviato a metà gennaio, dovrebbe chiarire tutti gli aspetti e fornire rassicurazioni a sindaci, produttori e cittadini.

Delusione, invece, per le difficoltà riscontrate sui centri di ascolto, finanziati ma non sempre facilmente accessibili. «Mi aspettavo molto da questa iniziativa», ammette il prefetto, soprattutto per il supporto che avrebbe potuto offrire ai giovani e agli studenti privi di adeguati riferimenti familiari o culturali. Un approfondimento resta necessario.

Capitolo sicurezza del territorio: dopo le scosse sismiche e la frana, la Prefettura ha ribadito l’urgenza di aggiornare i piani comunali di emergenza. Molti risalgono al 2010-2011 e non rispecchiano più l’attuale configurazione dei territori. «Tutti i comuni della provincia hanno un piano, e non è un dato scontato, ma ora serve un aggiornamento serio e rapido», precisa Riflesso.

Infine, la frana di Montevergine, nodo cruciale per l’intera provincia. I lavori si sono rivelati più complessi del previsto: in una prima fase si punta alla riapertura parziale della strada, mentre sono in corso interventi per rendere più sicura la viabilità alternativa di Pietrastornina. «Montevergine è un simbolo religioso e identitario per l’Irpinia», conclude il prefetto, assicurando il massimo impegno per reperire i fondi necessari ai lavori definitivi e per sostenere le attività commerciali penalizzate dalle chiusure.

Un bilancio che restituisce l’immagine di un territorio in miglioramento sotto il profilo della legalità, ma ancora chiamato ad affrontare sfide complesse sul piano sociale, ambientale ed economico.

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