Si accendono le luci, si accende la speranza: Avellino guarda al futuro

Le dichiarazioni sono del commissario straordinario Giuliana Perrotta, pronunciate prima dell’accensione delle luci di Natale

Era importante dare un segnale, nonostante le difficoltà. Le luci, gli addobbi, gli spettacoli per bambini: sono il segno di una città che vuole rinascere?
Assolutamente sì. In questi mesi abbiamo lavorato molto e abbiamo ottenuto risultati positivi. Spero che lo spettro del dissesto si sia allontanato dal Comune. Per questo ci sembrava giusto dare un segnale di fiducia e di speranza a tutta la cittadinanza.

C’è qualcosa che vorrebbe realizzare in particolare, prima di lasciare la guida del Comune?
Ci sono ancora molte cose da fare. Il tempo che rimane a questa gestione straordinaria è sufficiente per raggiungere alcuni obiettivi importanti: innanzitutto l’inaugurazione del Centro per l’Autismo e, poi, il ritorno del Comune nella sua sede storica. Naturalmente tutto è subordinato alla necessità di risanare completamente le finanze comunali.

Gli avellinesi vengono spesso descritti come un popolo un po’ diffidente…
All’apparenza sì, ma in realtà sono un popolo generoso, orgoglioso, con molto da dare e da dire. Fin dall’inizio ho voluto conoscere questa città: ho camminato per le strade, ho ascoltato le storie di questo territorio. Ho percepito uno spirito forte e autentico, che suscita un affetto vero. Mi sono sentita un po’ a casa.

Vuole ringraziare qualcuno in particolare?
Certamente. Ringrazio tutti i dirigenti e i dipendenti del Comune di Avellino che hanno lavorato per la riuscita di questa serata, insieme alla Polizia di Stato, al Ministero degli Interni e a tutte le persone che ogni giorno lavorano con impegno. Un commissario straordinario da solo non può fare nulla se non ha una squadra forte alle spalle. Tutto ciò che abbiamo realizzato è merito del sacrificio quotidiano di tutti, che ringrazio dal primo all’ultimo.
Ringrazio anche i subcommissari che mi accompagnano in questa esperienza: sono sempre stati vicini e molto efficienti.

E ora si parte con il countdown?
Sì. Poi mi intratterrò con i colleghi della stampa presenti questa sera. Ma adesso… facciamo il countdown insieme.

SPOT