“Semplificazione e dialogo: come ricostruire il rapporto tra fisco e cittadini”

Al Cnpr Forum sulla Legge di Bilancio 2026 è emersa la necessità di ripensare il rapporto tra fisco e contribuenti. L’idea centrale è quella di superare la logica del controllo a posteriori puntando su prevenzione, dialogo e trasparenza. Per il viceministro Maurizio Leo, adempimento collaborativo e concordato preventivo rappresentano strumenti chiave per ridurre contenziosi e accertamenti, rendendo il rapporto con l’amministrazione finanziaria più sereno. In questo processo i commercialisti hanno un ruolo centrale, non solo nelle grandi imprese ma anche nelle piccole aziende.

Per Marco Cuchel, la vera compliance si raggiunge dando accesso trasparente ai dati dell’anagrafe tributaria e coinvolgendo i professionisti prima dell’approvazione delle norme, perché conoscono l’applicazione concreta delle regole. Dal canto suo, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone ha evidenziato i risultati della digitalizzazione: sportelli online in 500 uffici, 9mila operatori abilitati, 700mila interazioni e oltre 2 milioni di pratiche definite tramite il canale Civis. Il dialogo con i professionisti viene considerato un elemento strategico per migliorare servizi e procedure.

Dal mondo politico arriva un messaggio condiviso: servono semplificazione, stabilità normativa e strumenti digitali efficaci. Gusmeroli chiede un fisco meno nemico e norme più stabili; Tenerini punta sulla digitalizzazione; Misiani invita a chiarire le competenze professionali per evitare sovrapposizioni. Turco sottolinea la crisi economica e il potenziale ruolo dei commercialisti come leva produttiva, mentre Nardella porta un esempio concreto di collaborazione nella scrittura delle regole con gli ordini professionali.

Tanti interventi convergono sulla necessità di ridurre la burocrazia e favorire un confronto costruttivo con la Pubblica Amministrazione. La tecnologia può facilitare l’interazione, ma servono canali rapidi e una reale considerazione del ruolo dei professionisti. In chiusura, Paolo Longoni richiama l’importanza di riscoprire il senso della professione: la frammentazione rischia di indebolire la categoria e allontanare i giovani, mentre il valore etico, umano e sociale del ruolo del commercialista deve tornare ad essere percepito e condiviso.

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