Scuola in Irpinia, meno alunni ma cresce il tempo pieno: parte il 4+2

La denatalità svuota le aule, mentre aumentano le ore a scuola e cambiano tecnici e licei

Infanzia e primaria perdono 282 alunni, ma il tempo pieno cresce dell’8,6%. Alle superiori debutta la filiera tecnologico-professionale 4+2 con 215 studenti. Al via anche il Liceo Matematico.

Non è soltanto il ritorno della campanella. L’anno scolastico 2026/2027 porta nelle aule dell’Irpinia gli effetti sempre più evidenti della crisi demografica, ma anche alcune delle trasformazioni più profonde introdotte nel sistema dell’istruzione. Meno bambini, più tempo trascorso a scuola, un collegamento più stretto tra formazione tecnica e mondo del lavoro e una nuova attenzione alle discipline matematiche e scientifiche.

La provincia di Avellino riparte così da due fenomeni apparentemente opposti. Da una parte diminuiscono gli iscritti, soprattutto nella primaria. Dall’altra aumentano la domanda di tempo pieno e le opportunità formative. Una scuola con meno alunni, dunque, ma chiamata a offrire un servizio più lungo e articolato.

La denatalità svuota infanzia e primaria

Il primo dato è quello demografico. Nelle scuole statali dell’infanzia e primarie della provincia si contano complessivamente 20.143 bambini, contro i 20.425 dell’anno precedente. In dodici mesi si perdono 282 alunni, con una flessione dell’1,4%.

Il calo è quasi interamente concentrato nella primaria. Gli iscritti scendono da 14.103 a 13.839, con 264 bambini in meno e una riduzione dell’1,9%. Più contenuta la contrazione nella scuola dell’infanzia, dove gli alunni passano da 6.322 a 6.304. La diminuzione è di appena 18 unità, pari allo 0,3%.

Per l’infanzia gli organici di diritto registrano 6.188 bambini nelle sezioni a orario normale e 116 in quelle a orario ridotto, distribuiti complessivamente in 402 sezioni.

La riduzione si avverte anche nel capoluogo. Nelle istituzioni scolastiche con sede ad Avellino gli alunni della primaria passano da 2.230 a 2.112, con una perdita di 118 bambini in un solo anno.

Meno bambini, ma cresce il tempo pieno

Dentro il quadro della denatalità emerge però una tendenza di segno opposto. Il tempo pieno continua a conquistare le famiglie irpine. Gli alunni della primaria che frequentano le quaranta ore settimanali salgono da 4.269 a 4.634. Sono 365 in più, con una crescita dell’8,6%.

Contemporaneamente il tempo normale perde 629 iscritti. Le classi della primaria diminuiscono complessivamente di 13 unità, passando da 960 a 947, ma i posti aumentano leggermente, da 1.921 a 1.926. Crescono inoltre di 63 unità gli alunni con disabilità.

Il tempo pieno diventa così una componente strutturale della scuola irpina. Non rappresenta soltanto un modello didattico con più ore di lezione. Significa mensa, laboratori, attività pomeridiane e soprattutto un servizio che permette alle famiglie di conciliare meglio gli orari scolastici con quelli di lavoro.

In una provincia composta da 118 comuni, molti dei quali piccoli, interni e montani, tenere una scuola aperta più a lungo assume anche un valore territoriale. L’istituto scolastico diventa un presidio quotidiano nei centri maggiormente esposti allo spopolamento e alla progressiva riduzione dei servizi.

Serino guida la crescita delle quaranta ore

La diffusione del tempo pieno interessa ormai una parte consistente del territorio. Serino registra 284 alunni nelle quaranta ore, davanti a Mercogliano con 256. Nel capoluogo l’istituto Regina Margherita-Leonardo Da Vinci arriva a 248 studenti, il N. Iannaccone a 236 e il Giovanni XXIII-Parini a 235.

Seguono il Luigi Di Prisco con 226 alunni, il F. Guarini con 225, il Kennedy con 205 e il Colombo-Solimena con 195.

I numeri descrivono un cambiamento nelle richieste delle famiglie. La popolazione scolastica diminuisce, ma aumenta la domanda di permanenza a scuola. In altre parole, ci sono meno bambini ma cresce la richiesta di un’offerta educativa più estesa durante la giornata.

Alle superiori debutta la filiera 4+2

È nelle scuole superiori, dove gli iscritti sono circa 22 mila, che l’anno 2026/2027 introduce la novità ordinamentale più evidente. In Irpinia la filiera tecnologico-professionale 4+2 coinvolge 12 classi e 215 studenti.

Il modello voluto dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara modifica l’impostazione tradizionale dei percorsi tecnici e professionali. I primi quattro anni conducono al diploma attraverso programmi potenziati, una maggiore presenza dei laboratori e un rapporto più stretto con imprese e realtà produttive.

Dopo il diploma gli studenti possono proseguire per due anni negli ITS Academy, entrando in un percorso di alta specializzazione tecnologica. Il titolo quadriennale mantiene inoltre la possibilità di accesso all’università o direttamente al mondo del lavoro.

Il 4+2 supera così l’idea di un semplice diploma ottenuto in un anno in meno. L’obiettivo è costruire una filiera nella quale scuola, formazione superiore tecnologica e aziende siano parti dello stesso percorso.

Il Liceo Matematico ad Avellino e Ariano

La trasformazione investe anche l’istruzione liceale. Il Liceo scientifico Pasquale Stanislao Mancini di Avellino e il Liceo Pietro Paolo Parzanese di Ariano Irpino entrano nella sperimentazione nazionale del Liceo Matematico.

Il nuovo modello punta a rafforzare la matematica non soltanto attraverso un incremento delle ore, ma cambiandone l’approccio didattico. Più spazio viene destinato al laboratorio, alla modellizzazione della realtà, al problem solving e ai collegamenti tra discipline differenti.

La sperimentazione vuole rafforzare la capacità degli studenti di utilizzare il ragionamento matematico come strumento per interpretare problemi complessi, superando una didattica concentrata esclusivamente su formule e procedure.

Per l’Irpinia il progetto assume un significato particolare perché proprio il Mancini di Avellino è stato tra i protagonisti della rete nazionale che ha lavorato alla diffusione del modello.

Le nuove assunzioni e le supplenze

La ripartenza passa infine dal personale. In provincia di Avellino sono state programmate 286 immissioni in ruolo, mentre le supplenze sono 591. Un quadro che accompagna l’avvio delle lezioni e che deve garantire la copertura delle cattedre in una rete scolastica particolarmente articolata dal punto di vista territoriale.

La scuola irpina entra dunque nel nuovo anno con una contraddizione destinata ad accompagnarla a lungo. Gli studenti diminuiscono per effetto della denatalità, ma aumentano le esigenze delle famiglie e cambia il modello educativo.

Il risultato è una scuola chiamata a fare di più con una popolazione sempre più ridotta: restare aperta più a lungo, sostenere i piccoli comuni, rafforzare le competenze scientifiche e avvicinare l’istruzione tecnica alle nuove professionalità. È questo, più dei numeri della prima campanella, il cambiamento che comincia a prendere forma nelle aule irpine.

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