Sanità pubblica, confronto al Cnpr forum: più risorse, personale e riforme per il futuro del SSN

Al forum “Sanità pubblica tra sostenibilità e diritti”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, esponenti politici e professionisti si sono confrontati sulle prospettive del Servizio sanitario nazionale.

Il vicepresidente della commissione Affari sociali della Camera Luciano Ciocchetti (FdI) ha sottolineato l’aumento delle risorse destinate alla sanità, passate da 125 miliardi nel 2022 a 143,9 miliardi previsti per il 2026, evidenziando però la necessità di riorganizzare il sistema puntando su prevenzione, gestione dei pazienti cronici e innovazione tecnologica.

Di parere diverso Orfeo Mazzella (M5S), secondo cui la sanità italiana resta sottofinanziata rispetto alla media dei Paesi Ocse, con una spesa pari al 6,3% del Pil contro oltre il 7%. Un divario che, ha spiegato, rischia di trasferire parte dei costi sulle famiglie e aggravare le difficoltà di accesso alle cure.

Per Vanessa Cattoi (Lega) è necessario considerare anche i tagli subiti dal sistema sanitario negli anni precedenti alla pandemia e proseguire con investimenti mirati, soprattutto in prevenzione, digitalizzazione e formazione delle professioni sanitarie, oltre a ridurre il divario tra Nord e Sud.

Luciano D’Alfonso (Pd) ha posto invece l’accento sulla carenza di personale, evidenziando la necessità di rafforzare le risorse umane e di costruire un sistema integrato tra ospedali, medicina territoriale e medici di base per rispondere all’aumento della domanda di salute.

Dal punto di vista dei professionisti, Eleonora Linda Lecchi ha evidenziato il rischio di una sanità sempre più legata al reddito, con oltre un quarto della spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie. Tra le priorità indicate, la riduzione delle liste d’attesa e una migliore distribuzione del personale.

Nelle conclusioni, Paolo Longoni ha ribadito la necessità di aumentare le risorse ma anche di utilizzarle con maggiore efficienza, ipotizzando tra le possibili soluzioni anche l’introduzione di ticket selettivi legati al reddito per sostenere la sanità pubblica senza comprometterne l’universalità.

SPOT