La decisione di vietare, a partire da agosto, il ricorso ai medici forniti da cooperative rischia di mettere in ginocchio il sistema sanitario irpino proprio nel pieno dell’estate, periodo già critico per la carenza di personale dovuta alle ferie. Finora, i cosiddetti “gettonisti” hanno rappresentato un argine, seppur temporaneo, contro la cronica mancanza di organico nei reparti più esposti, in primis i pronto soccorso.
Ora però, secondo quanto previsto dal decreto dello scorso 17 giugno, le Asl e gli ospedali non potranno più stipulare nuovi contratti con le cooperative, lasciando scoperti turni essenziali per garantire la continuità dell’assistenza.
“Servono soluzioni urgenti”, avverte Sellitto, che chiede al Governo una deroga immediata almeno per i medici in pensione. “A differenza del personale delle cooperative – spesso pagato a tariffe più alte dei colleghi assunti – i medici in quiescenza convenzionati offrono un supporto fondamentale, specie nei pronto soccorso e nei reparti chirurgici”, spiega il presidente dell’Ordine. “In un periodo così delicato, la loro esperienza rappresenta un’ancora di salvezza per garantire il minimo livello di assistenza ai cittadini”.
L’appello dell’Ordine è chiaro: senza un intervento rapido, il rischio è quello di un’estate da incubo per la sanità irpina.

