Sanità – Buonavita: “Ancora tagli, siamo al collasso”

“Non è più un grido di allarme ma una presa di coscienza che ci deve indurre a reagire quello che si sta praticando, da parte della Regione Campania, in tema di sanità pubblica e privata a danno del diritto alla salute ed alla cura del cittadino e dei lavoratori. Che la Regione Campania fosse sottoposta ai vincoli dettati dal piano di rientro, è cosa risaputa, che ai cittadini ed ai dipendenti fosse chiaro che bisognava tutti dare un contributo per fronteggiare il debito maturato per giungere, in tempi brevi al risanamento della spesa sanitaria è indubbio ma risulta insostenibile dover continuate a tollerare la proliferazione di decreti regionali e circolari dirigenziali che, seppur in difformità ed in contrasto con le precedenti normative nazionali e regionali, continuano a prevedere tagli ai servizi ed ai fondi contrattuali ed aziendali”. E quanto riferisce il Segretario Generale CISL FP Avellino Doriana Buonavita.
“Infatti, l’ultimo decreto regionale n. 77 obbliga le strutture che erogano prestazioni socio- sanitarie e soggette alla compartecipazione (R.S.A. e Centri Diurni Integrati) a fatturare le stesse all’ASL per la quota sanitaria ed al cittadino e/o al comune, per la quota sociale. Atteso che i comuni non hanno una capacità di spesa specifica anche alla luce dei recenti tagli ai fondi del socio – sanitario questo ulteriore atto, minerà il diritto fondamentale delle persone disabili e dei più bisognosi a vedersi garantiti all’interno dei L.E.A. le prestazioni considerato che la maggior parte di essi risulta i limiti della sopravvivenza.
I tavoli regionali, seppur attivi, non risultano allo stato utili ad intervenire in maniera razionale e non ragionieristica su ciò che in forma unilaterale, i sub – commissari ed i dirigenti regionali producono nell’unica direzione dei tagli. Molto presto le future riduzioni dei livelli essenziali di assistenza i programmati tagli lineari alle aziende, il mancato sblocco del turn – over e le esigue risorse economiche da investire per il miglioramento dei servizi, porteranno le strutture sanitarie campane ed irpine, al collasso.
Le Organizzazioni Sindacali e la CISL in particolare, da troppo tempo stanno avanzando proposte ove il confronto su una riorganizzazione strutturale e funzionale delle Aziende venga sviluppato in ogni singolo territorio, attese le peculiarità che distinguono quello dall’area metropolitana da quello dell’entroterra. La negligenza e l’approssimazione dimostrata sinora dalle istituzioni regionali, ci induce a pensare che a pochi interessa lavorare su un nuovo modello di sanità ed invece risulta più utile proseguire con la politica dei tagli che ovviamente penalizzano le aziende in regola.
La impraticabilità del percorso tracciato dai sub – commissari regionali per lo sblocco del turn over al Moscati, e la mancanza di fondi dedicati all’attuazione del piano di riconversione della rete ospedaliera e di potenziamento della rete territoriale e dell’emergenza all’ASL ci dimostra che dei veri problemi non ci si vuol far carico tanto che si preferisce continuare a sostenere ingenti costi per la mobilità passiva e non dare la possibilità alle aziende virtuose di poter migliorare i servizi esistenti ed attivare quelli previsti dalla stessa normativa regionale.
Lo sblocco dei fondi nazionali destinati alla Regione Campania ed i significativi risparmi sulla spesa sanitaria portati al Governo, ci inducono a non attendere oltre rispetto alla richiesta di un confronto serrato e fattivo su una piattaforma che veda ogni territorio pronto ad affrontare anche le questioni che afferiscono al socio – assistenziale, tema a noi molto caro, attese le difficoltà in cui versano i piani di zona sociali e le cooperative in Irpinia.
Perché la rassegnazione dei lavoratori e dei cittadini stanchi di attendere risposte negate ci contagi, da subito è stata richiesta la sospensione dei recenti decreti regionali che violano e limitano le prerogative sindacali e la redazione condivise con le parti sociali delle linee guida degli atti aziendali”, conclude la Buonavita.

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