Per Giuseppe Marinelli, Confesercenti, la stagione dei ribassi può sostenere un comparto ancora fragile. Spesa media stimata intorno ai 200 euro a famiglia.
Sabato 4 luglio partiranno i saldi estivi in Irpinia e nel resto della Campania. Per il commercio locale sarà un banco di prova importante, atteso tanto dalle famiglie quanto dagli operatori del settore. A richiamare l’attenzione sul ruolo dei negozi di prossimità è Giuseppe Marinelli, presidente provinciale di Confesercenti Avellino, che individua proprio nelle attività di vicinato il cuore della stagione promozionale.
La durata massima dei saldi sarà di 60 giorni, come stabilito dalla Regione Campania, con avvio fissato al 4 luglio. Una finestra commerciale che arriva in un momento ancora complesso per il comparto, stretto tra consumi selettivi, costi elevati e una capacità di spesa delle famiglie che resta condizionata da salari insufficienti e inflazione.

La spesa delle famiglie
Secondo le stime indicate da Confesercenti Avellino, il budget medio che ogni famiglia sarebbe intenzionata a destinare agli acquisti si aggira intorno ai 200 euro. In cima alle preferenze ci sono scarpe, vestiti, magliette, camicie, top e costumi, prodotti tipici della stagione estiva e legati al rinnovo del guardaroba.
Per molti consumatori, spiega Marinelli, sarà una vera caccia all’affare. Ma l’associazione invita a prestare attenzione alle etichette, alla percentuale effettiva di sconto e al prezzo di partenza, che deve corrispondere al prezzo più basso praticato nei 30 giorni precedenti l’avvio dei saldi. Un’indicazione fondamentale per garantire trasparenza e correttezza nel rapporto tra negoziante e cliente.
Le regole per acquisti e cambi
I prodotti in saldo devono avere carattere stagionale o essere articoli di moda. La prova dei capi non è obbligatoria e resta affidata alla discrezionalità dei commercianti, che possono anche limitarla ad alcune categorie merceologiche. Lo stesso vale per il cambio dopo l’acquisto, possibile solo se previsto dal negozio, salvo il caso di merce danneggiata o non conforme: in quella situazione il cambio diventa obbligatorio.
Resta invece necessario accettare i pagamenti con carte e strumenti elettronici. Confesercenti Avellino sottolinea anche l’importanza di favorire i pagamenti senza contanti, ormai parte integrante delle abitudini di acquisto di una quota crescente di consumatori.
Il peso dei negozi di vicinato
Per Marinelli, la stagione dei ribassi può offrire una spinta significativa a un settore che vive ancora incertezza. La provincia di Avellino, osserva il presidente di Confesercenti, non beneficia in modo strutturale degli introiti aggiuntivi legati ai grandi flussi turistici. Un contributo può arrivare dal rientro estivo dei conterranei che vivono e lavorano fuori sede, ma non basta da solo a cambiare il quadro.
Da qui l’appello a promuovere i saldi e a sostenere il commercio di prossimità, che resta un presidio economico e sociale nei centri urbani e nei paesi dell’Irpinia. Il risultato finale, però, dipenderà anche dalla capacità di spesa delle famiglie e da una regolamentazione degli sconti in grado di tutelare consumatori e imprese.

