Riforma fiscale, le cooperative entrano nei regimi speciali: riconosciuta la loro funzione sociale

Secondo Matteo Bianchi, consigliere di amministrazione della Cnpr, il nuovo Testo Unico delle imposte sui redditi (TUIR) segna una svolta per le cooperative, spostando il loro regime fiscale dall’ambito delle agevolazioni a quello dei regimi speciali. Una scelta che, a suo avviso, riconosce la natura peculiare delle cooperative e la loro funzione sociale, sancita dall’articolo 45 della Costituzione e ribadita dalla sentenza n. 116/2025 della Corte costituzionale.

Bianchi sottolinea che la fiscalità cooperativa non rappresenta un privilegio, ma una disciplina coerente con un modello imprenditoriale caratterizzato da vincoli patrimoniali specifici, come l’obbligo di accantonare parte degli utili e l’indivisibilità delle riserve. Per questo motivo, il trattamento fiscale delle cooperative non dovrebbe essere considerato una semplice agevolazione fiscale.

La nuova qualificazione rafforza inoltre la posizione delle cooperative nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e nei contenziosi tributari, rendendo più difficile contestare il regime come vantaggio indebito o abuso del diritto. Per Bianchi, la riforma è in linea con l’orientamento europeo sull’economia sociale e rappresenta un primo passo verso un pieno riconoscimento normativo della specificità cooperativa, anche sul tema delle riserve indivisibili.

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