Rifiuti, Gabrieli: “Si trovi la miglior soluzione per l’Irpinia”

AVELLINO – “In Italia, in tempo di elezioni politiche, tutto passa in secondo ordine, anche i problemi più impellenti e gravi per le conseguenze che potrebbero generare. Ed infatti, non sembra che si presti molta attenzione a quello sui “rifiuti”, ovvero all’imminente passaggio dal 01/07/2013 delle relative competenze ai comuni sancendo la fine del periodo emergenziale in Campania”. E’ quanto afferma l’avvocato Leonida Maria Gabrieli. …

AVELLINO – “In Italia, in tempo di elezioni politiche, tutto passa in secondo ordine, anche i problemi più impellenti e gravi per le conseguenze che potrebbero generare. Ed infatti, non sembra che si presti molta attenzione a quello sui “rifiuti”, ovvero all’imminente passaggio dal 01/07/2013 delle relative competenze ai comuni sancendo la fine del periodo emergenziale in Campania”. E’ quanto afferma l’avvocato Leonida Maria Gabrieli.
“Ciò peraltro è aggravato dallo sciagurato vuoto politico-amministrativo della Provincia, del Comune capoluogo e di altri Comuni dell’Irpinia. Sciagurato, perché sembra che l’interesse primario sia quello di procurarsi – per taluni definitivamente archiviato – un improbabile scranno al Parlamento, anziché curare le comunità. E allora, in questo vuoto, proviamo a dar via ad una seria discussione in tema, al fine di evitare che dall’1 luglio si entri in una crisi difficilmente gestibile. Discussione che sia anche e soprattutto impegno su proposte e soluzioni – prosegue Gabrieli -. Il primo argomento da affrontare, stante la mancanza di una legge regionale, è relativo al soggetto che dovrà gestire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Non abbiamo difficoltà a dire che tale soggetto, in assenza di una legge regionale (che, tra l’altro, potrebbe prevedere la costituzione degli ATO con le stesse funzioni, in materia, delle province al fine di mantenere un bacino di utenti idoneo a garantire le economie di scala che, altrimenti, andrebbero perse), va individuato nei Comuni, con le procedure previste dal TUEL; Comuni che potrebbero farsi carico anche della gestione degli impianti. Ciò presuppone, quindi, auspicandolo, il mantenimento della società IRPINIAMBIENTE S.p.A. con la cessione delle quote ai Comuni e/o ATO dei comuni della provincia di Avellino. In tal senso, quindi, la necessità di una previsione normativa della Regione Campania che premierebbe le province che hanno dato corso alla legge n. 26/2010 costituendo per prime (come la provincia di Avellino) le società provinciali.
Discorso a parte la questione dei debiti ad oggi accumulati dai Cosmari e dalla società. Vero è che una bozza di legge regionale prevede che tali debiti siano ripartiti proporzionalmente tra i Comuni, ma altrettanto vero è che va fatto un esame attento ed analitico sulla natura dei debiti e sulla loro imputabilità, non essendo accettabile un acritico riparto anche su chi è stato adempiente e non responsabile. Da ultimo, non bisogna assolutamente abbassare la guardia sul problema costituito dalle infiltrazioni della criminalità sul territorio e sul corretto rapporto con i lavoratori che operano nel settore. Infatti, riteniamo che la costituzione delle società operative dei Consorzi – ASA e av2 ecosistema prima, e di IRPINIAMBIENTE poi, sia stata un forte deterrente che ha impedito dette infiltrazioni, emarginando piccoli imprenditori/padroni che lucravano sui lavoratori e la loro sicurezza, ed ha evitato l’ingresso sempre tentato dei rifiuti provenienti da Napoli. E in tale ottica, la società IRPINIAMBIENTE così partecipata potrà assolvere dette funzioni, non isolando i singoli Comuni che, da soli, meno potranno resistere alle forti pressioni di gruppi criminali e di spregiudicati padroncini che rappresentano una spina nel fianco per il nostro territorio.
L’auspicio, quindi, è che fin da ora si pongano in essere i presupposti risolutivi del caso. Una breve riflessione merita l’attuale gestione di IRPINIAMBIENTE; società, questa, che, pur interessando la nostra Provincia, vede ai propri massimi vertici, con indennità di tutto rilievo, persone a questa estranei, il cui interesse verso le sorti del nostro territorio e dei lavoratori irpini lascia qualche perplessità. Persone nominate dall’Amministrazione Provinciale, ma verosimilmente introdotte o suggerite se non addirittura imposte dal PDL napoletano, ergo dal maggiore suo rappresentante fino a qualche giorno fa. Sicchè, è il caso di chiedersi se, nell’imminenza del 1 luglio 2013 e stante lo scioglimento della Provincia, non sia il caso di aprire anche sul punto una forte ma soprattutto chiarificatrice discussione.
La Provincia di Avellino ed i suoi Comuni devono riscattare il loro orgoglio, imporre le proprie capacità e mettere definitivamente al bando tutele e vassallaggi, contiguità ed ambiguità. Devono allontanare definitivamente coloro che ad essi si avvicinano con spirito predatorio”, conclude Gabrieli.

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