Rifiuti, Fierro: Bertolaso rassicura ma il rischio discarica c’è

Rifiuti, Fierro: Bertolaso rassicura ma il rischio discarica c’è

“La smentita dell’ineffabile dr. Bertolaso, anche perché “categorica”, non rassicura affatto che l’esplodere di una nuova emergenza rifiuti non si risolva, in un domani prossimo venturo, in un nuovo “contributo” all’Irpinia attraverso la imposizione di una terza discarica, quella da tempo paventata sul Formicoso”. E’ quanto afferma Lucio Fierro, del coordinamento provinciale dell’area del Partito Democratico “un senso alla nostra storia”.
“E’ questo il momento della chiarezza. E’oggi consapevolezza diffusa che la berlusconiana battaglia contro i rifiuti ed il malgoverno in Campania non è stato altro che uno spot elettorale: se ha ripulito le strade non ha minimamente messo mano alle ragioni strutturali della inadeguatezza del sistema di raccolta e trattamento rifiuti in Campania. Si torna in emergenza, vi si ritornerà in futuro ogni qualvolta una difficoltà (contingente o strutturale che sia) dell’impianto di Acerra e del sistema delle discariche si mostra incapace di reggere.
Il punto è che il governo di centro-destra non ha programmato nessun intervento strutturale sugli impianti di trattamento, né ha appostato le risorse necessarie; ha solo cinicamente tentato, attraverso la cosiddetta “provincializzazione”, di scaricare sulle Province, sugli utenti i costi della costruzione ex novo (perché di questo si tratta) di un sistema di raccolta e di trattamento che in via ordinaria sia in grado di fronteggiare raccolta, riuso, inertizzazione dei rifiuti.
Alcune Province -Avellino è tra queste-, persino con un eccesso di generosità, stanno tentando di dotarsi degli strumenti che mancano, in un silenzio assordante della Regione e del Governo sulla disponibilità di risorse aggiuntive che evitino che gli investimenti necessari per gli impianti siano integralmente e di colpo scaricati sulle tariffe e quindi sulle tasche dei cittadini. Altre Province non vi sono riuscite.
E’ di ogni evidenza, comunque, che, al di là di marginali responsabilità locali (che solo lo sciacallaggio su una imminente campagna elettorale legittima), come sia una immensa sciocchezza, una “foglia di fico”, l’individuare nelle basse percentuali di differenziata a Napoli e provincia la causa della crisi attuale. Le porzioni di umido separato non hanno in Campania, come gli amministratori di destra di Avellino ben sanno, strutture di trattamento. Si tratta di immondizia destinata solo a lunghi e costosi viaggi…
E’ per queste ragioni che ogni atto di “solidarietà” concesso diviene controproducente, il pannicello caldo, il velo pietoso per nascondere i problemi reali. In assenza di un quadro generale, diviene solo complicità; e complici divengono tutti coloro che in qualsiasi forma li motivino. Non si tratta tanto di difendere le ragioni dell’Irpinia, separarla per evitare di farne lo scarico di altrui inefficienze. Occorre una testimonianza di verità ad evitare nuove beffe mediatiche all’intera Campania. Abbiamo bisogno di un quadro chiaro, chi fa che cosa (governo, Regione, Comuni); ed esso manca del tutto; di un programma che indichi gli interventi strutturali necessari e le fonti di finanziamento per realizzarli in tempi brevi. La disponibilità a nuove discariche sarebbe solo una scelta scellerata: la solidarietà non può essere un allineamento al basso.
Se in Campania, nell’area Napoli-Caserta, i problemi sono esplosivi, il governo si assuma la responsabilità di derogare al decreto legge per esse sole, ripristinando per queste la gestione commissariale( a cui non può essere sottratto l’onere e l’onore di prendere atto, dopo la campagna “vittoriosa” di un anno fa, che siamo ancora al punto di partenza e che altra soluzione non esiste se non il ripristino della “esportazione dell’immondizia” fuori Campania) … La riassunzione piena della responsabilità in carico al governo non può, stavolta, riguardare la sola contingente emergenza ma deve significare il porre mano ad un impegno veramente straordinario di farsi carico delle scelte strutturali in materia di impianti, (umido, rifiuti speciali, re-ingegnerizzazione degli ex CdR, risanamento discariche, ecc) a partire dal termovalorizzatore di Salerno. Un secondo spot elettorale è troppo anche per stomaci tolleranti quali sono quelli che hanno mostrato di possedere troppi elettori.
Resta poi, tutta intera e da verificare, la capacità delle tre amministrazioni provinciali di Avellino, Benevento e Salerno, di fare”.

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