Rifiuti, Buscaino (Sel): “Perché non si fa la differenziata?”
“I media dicono che sono tornati a Napoli i rifiuti per la strada, ma per la verità a detta dei cittadini napoletani non se ne erano mai andati” – queste le dichiarazioni di Giuseppina Buscaino (Sinistra Ecologia e Libertà di Avellino), in merito all’emergenza rifiuti e la raccolta differenziata. “La provincia di Napoli e la regione Campania – continua Buscaino – entrambe a guida Pdl, hanno bloccato i finanziamenti per i progetti di raccolta differenziata e gli impianti di tritovagliatura a Giugliano e Tufino. Provincia e Regione hanno stoppato 11 milioni di euro per gli impianti stir (Stabilimenti di Tritovagliatura ed Imballaggio Rifiuti) e 8.250.000 euro per estendere la raccolta porta a porta ad altri centomila abitanti. E intanto il ricavato dei CIP/6 è destinato agli inceneritori anziché alle fonti di energia rinnovabile.
Ci sono diverse irregolarità nella gestione di questa emergenza e con l’emergenza il livello di raccolta differenziata diminuisce ulteriormente. Secondo il piano approntato da Bertolaso, i rifiuti dovrebbero andare agli Stir, dal quale dovrebbe uscire rifiuto stabilizzato da mandare in discarica e rifiuto, per così dire imballato, diretto invece all’inceneritore. Alla luce dei fatti, si capisce, invece, che finora il rifiuto diretto in discarica è sempre stato solo tal quale. Raffaele del Giudice, direttore di Legambiente Campania, ha dichiarato: “anche una sola tonnellata in più di raccolta differenziata è una tonnellata di rifiuto in meno da mandare in discarica”.
La raccolta differenziata è vittima dell’emergenza, ma anche una delle cause. E la soluzione per gli attuali amministratori qual’è? La costruzione di altri termovalorizzatori?
Ma finché non decolla la differenziata non si risolve il problema. Quindi a monte del problema c’è la raccolta differenziata che viene effettuata in bassa percentuale. A questo punto penso che i cittadini, tutti anche quelli irpini, dovrebbero essere molto arrabbiati per il fatto di dover finanziare, con i CIP/6, gli inceneritori comunque dannosi per la salute. Dovrebbero essere molto arrabbiati per l’inganno.
Non c’è interesse nella raccolta differenziata – conclude Buscaino – ma solo nella costruzione di termovalorizzatori. Non si vuole ridurre la quantità di rifiuti perché i termovalorizzatori per funzionare hanno bisogno di bruciarne grandi quantità. E’ stata avviata la procedura di infrazione dall’Unione europea sui fondi CIP/6 contro l’Italia e noi cittadini intanto dovremmo chiedere il rimborso di questo 7% che paghiamo in più sulla bolletta dell’Enel.
Per scaricare i moduli e avere una consulenza legale gratuita basta visitare questo sito: http://www.dirittoalfuturo.it/index.htm. Chiunque può aderire alla richiesta di rimborso a distanza, basta scaricare i moduli. Non si può subire in continuazione bisogna anche lottare perché vengano rispettati i propri diritti”.

