«Basta bugie e inesattezze: 2.350 elettori vogliono la verità». È questo il messaggio che arriva dalla lista Scegliamo Monteforte, che interviene per fare chiarezza sul ricorso elettorale presentato dopo le ultime amministrative, respingendo quella che definisce una narrazione fuorviante del procedimento in corso.
Secondo quanto chiarito, il ricorso non è riconducibile a un singolo candidato, ma è un’iniziativa collettiva della lista Scegliamo Monteforte, sollecitata da circa 2.350 elettori, con l’obiettivo di verificare la regolarità delle operazioni di voto. Un’azione che, viene sottolineato, non è rivolta contro l’attuale amministrazione né contro singole persone, ma a tutela della legalità e della trasparenza democratica. Nel giudizio è coinvolta anche la terza lista, rappresentata dalla candidata sindaca Giulia Valentino, che raccoglie circa 1.600 voti, a conferma di una richiesta di chiarezza condivisa da una parte significativa della cittadinanza.
La lista interviene anche sul tema del presunto “difetto di notifica”, spiegando che le notifiche contestate — relative a due consiglieri — sono giuridicamente valide: una effettuata tramite PEC e l’altra rifiutata dal destinatario, circostanza che, secondo la giurisprudenza consolidata, equivale a notifica perfezionata. Il rinvio dell’udienza al 25 febbraio viene definito un atto ordinario nella prassi dei tribunali amministrativi, privo di anomalie o significati politici.
Critiche vengono mosse anche alle dichiarazioni del sindaco Siricio sulla presenza dell’amministrazione in aula. «I tribunali non sono luoghi di rappresentazione politica», afferma la lista, ribadendo che tutte le parti sono adeguatamente rappresentate da professionisti e invitando a non strumentalizzare l’iter giudiziario.
Respinta infine l’idea di una cittadinanza disorientata: per Scegliamo Monteforte il percorso in atto è chiaro e legittimo, e non incide sull’ordinaria attività amministrativa. A sessanta giorni dall’insediamento, la lista chiede però all’amministrazione comunale di concentrare l’attenzione sui problemi concreti del territorio e di rendere note le linee programmatiche, ritenute ancora assenti.
«Il ricorso — concludono — non è contro qualcuno, ma a favore della legalità e della trasparenza democratica. La giustizia farà il suo corso; nel frattempo, chi governa pensi ad amministrare».


