“Piantamola con l’Acqua”, buona l’adesione degli avellinesi

L’adozione di buone pratiche quotidiane finalizzate alla riduzione degli sprechi nell’utilizzo di acqua aumenta parallelamente all’aumento dell’età, portando a individuare nel cittadino anziano quello che più si avvicina agli standard del “cittadino modello”. E’ quanto emerge da una prima analisi dei dati relativi alla ricerca statistica “Acqua e stili di vita”, avviata nella città di Avellino dalla Caritas Diocesana di Avellino e dalla Federazione Internazionale Città Sociale nell’ambito dell’iniziativa “Piantiamola con l’Acqua”, inserita nel programma nazionale di attività promosse dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO all’interno della Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile (7-13 novembre 2011). Numerosi i cittadini che, nonostante le rigide condizioni climatiche e il forte vento, si sono intrattenuti nello scorso fine settimana a dialogare di uso corretto dell’acqua con i volontari e gli operatori della Caritas e della FICS, ritirando una brochure di sintesi dei vari aspetti oggetto della sensibilizzazione e compilando un questionario anonimo volto ad indagare sulle abitudini di vita quotidiana. Nel dettaglio, sono stati somministrati questionari a 126 cittadini, dei quali 68 maschi e 58 femmine. Come detto, maggiore attenzione all’adozione di comportamenti di risparmio è stata rilevata nella popolazione di età superiore ai 60 anni. L’80,96% degli ultrasessantenni intervistati, infatti, dichiara, in occasione del lavaggio dei denti, di lasciare aperto il rubinetto solo per il tempo strettamente necessario a inumidire lo spazzolino. Tale percentuale si riduce al ridursi dell’età degli intervistati, fermo restando che il 69,84% del campione totale si rifà al comportamento virtuoso. Rilevante in negativo solo il dato della fascia di età inferiore ai 18 anni, con il 58,82% degli intervistati che lascia l’erogatore aperto per l’intera durata del lavaggio dei denti. Altro dato di rilievo è che il 60,32% degli intervistati dichiara di preferire l’acqua di rubinetto a quella imbottigliata e, anche in questo caso, predomina la componente degli ultrasessantenni in chi dichiara di usare “sempre” l’acqua di rubinetto (71,43% delle risposte). Fermo restando la preferenza generale per l’acqua di rubinetto, sulla quale incide soprattutto il costo ridotto (44,30%) e la qualità (35,44%), emerge una realtà di contemporaneo utilizzo anche dell’acqua imbottigliata. Ciò incide anche sulla diffusa presenza di bottiglie e/o contenitori di plastica (66,15%) rispetto al vetro (33,08%), quest’ultimo più facilmente riciclabile. Altro comportamento virtuoso che emerge dalla rilevazione è la preferenza, per l’igiene personale, della doccia rispetto al bagno, il che riduce i consumi di acqua. In tal senso, il peso maggiore per il numero medio di docce in casa a settimana per persona rientra nella fascia 1-3 (68,25%), mentre il numero medio di bagni coincide con la fascia “meno di 1” (78,57%). Meno attenzione è invece prestata alla durata media della doccia, che è inferiore a 5 minuti solo per il 22,22% degli intervistati, e alla presenza in casa di apparecchi per il risparmio idrico (40,48%). Non risulta, infine, ancora diffusa la cultura del “giardino a basso consumo di acqua” e/o dell’orientamento emozionale verso la scelta di piante che richiedono un basso consumo di acqua. Predomina, infatti, tra i motivi che guidano la scelta di una pianta da acquistare, il “colore” (26,96%), seguito da “forma” (18,63%), “odore” (15,20%), “cure necessarie” (14,71%), “resistenza agli agenti atmosferici” (11,76%), “costo” (8,33%) e, solo in ultimo, l’acqua necessaria per innaffiare (4,41%). La ricerca, avviata per la provincia di Avellino, proseguirà su scala regionale per delineare un profilo standard di cittadino nel rispetto di pratiche quotidiane “amiche dell’acqua”.

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