“Dogana? La partita non è aperta, è chiusa, anzi è persa”

“Dogana? La partita non è aperta, è chiusa, anzi è persa”

“Basta prendere in giro gli avellinesi, la partita della Dogana è chiusa e l’abbiamo persa”. Il consigliere del Pdl Adelchi Silvestri, vice presidente della Commissione Cultura del Comune di Avellino risponde alle dichiarazioni del Sindaco Galasso e e del consigliere Gabrieli che ieri hanno incontrato il comitato Salviamo la Dogana. “Ormai – prosegue Silvestri – il prezzo del bene è legato all’accordo che la famiglia Sarchiola ha stipulato con la ditta di costruzioni Mannelli di Roma, ovvero 3 milioni di euro.
Qualora il Comune vorrà far valere il diritto di prelazione dovrà cimentarsi su questa cifra. Per l’esproprio non c’è ancora la dichiarazione di pubblica utilità del bene. Su questo i cittadini dovrebbero ragionare. E’ passato più di un anno da quando è stato deliberato di seguire l’iter dell’esproprio per la Dogana, ed oggi stiamo ancora discutendo di come fare per acquisire il bene. Questo ritardo enorme dell’amministrazione Galasso ha permesso alla famiglia Sarchiola di trovare un acquirente e quindi far pesare la propria richiesta economica. Trovo davvero fuori luogo le affermazioni di Leonida Gabrieli che insiste nel far presente quanto il bene è stato stimato.
Se la ditta Mannelli compra per tre milioni, la cifra di vendita non potrà essere inferiore. Grazie al lassismo ed alla mancanza di cura del sindaco oggi ci si trova in questa situazione. Ha ragione Franco Festa a dire che la riunione che si è tenuta ieri si sarebbe dovuta tenere un anno fa, ovvero all’indomani della deliberazione in merito all’iter di esproprio. Ed ha ragione ancora Festa ad essere preoccupato, ne ha ben donde, visto che dopo più di un anno il Comune si prende altri 15 giorni per “decidere la propria posizione”.
Possibile che il Sindaco ancora non sappia quale strada percorrere? Dice di voler fare ogni tentativo per evitare di cedere a questa speculazione, ma non escude di far sborsare al comune questi tre milioni di euro. Qualora dovesse accadere la Corte dei Conti dovrebbe vigilare su questa operazione. Trovo ipocrita l’atteggiamento di chi sostiene di voler contrastare un fenomeno di speculazione essendo egli stesso la causa di quel fenomeno. Chi se non l’amministrazione Galasso ha permesso di far lievitare il prezzo tergiversando per oltre un anno? A questo punto c’è da augurarsi che il comune perda anche questo altro mese e che il bene venga acquisito definitivamente dalla ditta Mannelli, tra latro specializzata in ristrutturazione di edifici storici.
Solo così, con l’amministrazione Galasso fuori dalla questione potremmo finalmente sperare in un futuro per la Dogana di Avellino”.

SPOT