“È un risveglio civile autentico quello che da qualche mese sta interessando il territorio irpino, che trova il suo motore in una coalizione nazionale costituita da numerosi soggetti e dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, per fermare la privatizzazione dell’acqua ed eliminare i temuti prospettati profitti: l’acqua è un bene essenziale e un fondamentale diritto umano che non può essere assoggettato alle leggi dell’economia e a interessi privati”. E’ quanto afferma Ivan Candela, del comitato referendario irpino ‘2 SI per l’acqua bene comune’.
“Da qualche mese infatti, in concomitanza con la nascita del comitato referendario nazionale e regionale, anche Avellino e la sua provincia ha un suo ‘comitato referendario 2 SI per l’acqua bene comune’ che raggruppa diverse associazioni laiche e religiose (oltre alle voci dell’ambientalismo, le realtà sindacali di base e confederali, il mondo associativo del terzo settore, le esperienze della cooperazione e dell’altra economia, le associazioni di consumatori) che, in maniera assolutamente trasparente, indipendente e autofinanziata si stanno impegnando attraverso riunioni ed incontri (assolutamente aperti ad ogni adesione o intervento) affinché il referendum e la “questione acqua” abbiano la giusta visibilità. Il referendum contro la privatizzazione dell’acqua e per una gestione pubblica e partecipativa è infatti alle porte! Una battaglia di civiltà che dura da anni e che finalmente è riuscita a coinvolgere l’intera popolazione italiana.
Nello specifico, con il primo quesito, si propone di abrogare l’art. 23Bis della legge 133/2008 e la sua modifica con la legge Ronchi del 2009 che impone di cedere la gestione del servizio idrico ai privati. Con il secondo invece si propone l’abrogazione dell’art.154/2006, provvedimento del governo Prodi, che garantisce alle Spa la possibilità di incrementare le tariffe del 7% per la retribuzione del capitale investito. Una volta abrogate queste leggi, ci sarà la possibilità di avviare anche in Italia il processo di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e di tutelare i comuni in cui l’acqua è tuttora gestita da enti di diritto pubblico. Insieme ai quesiti sull’acqua ce ne sarà anche uno contro il nucleare, un altra questione cruciale per il paese, ancora di più dopo le tragiche notizie di morte e distruzione provenienti da un Giappone in ginocchio. Anche per questo motivo il prossimo sabato 26 marzo il popolo dell’acqua ha indetto a Roma una grande manifestazione nazionale per 2 SI’ ai referendum per l’acqua bene comune, per il SI’ per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni, dei diritti e della democrazia che vedrà la partecipazione di una delegazione irpina, rappresentata del Comitato Baianese ‘Acqua Bene Comune’.
Per vincere questa battaglia abbiamo bisogno di tutta la forza, organizzazione ed intelligenza delle donne e degli uomini avellinesi e campani, giovani e meno giovani, al di là della propria appartenenza politica, partitica o religiosa! Servono persone che facciano banchetti, organizzino incontri, facciano volantinaggi, diano una mano sulla rete internet, facciano video, foto e quante altre cose possono servire alla causa:
PORTARE 25 MILIONI DI PERSONE A VOTARE PER L’ACQUA PUBBLICA!
Per questo ti invitiamo ad entrare in contatto con il comitato e partecipare alle prossime riunioni e iniziative promosse dallo stesso: per approfondire in cosa consistono i referendum, quali strumenti abbiamo a disposizione, e soprattutto capire come ognuno/a di noi possa essere utile a questa battaglia di civiltà!”.




