La crisi del pronto soccorso dell’ospedale Moscati non può essere affrontata come un problema isolato. A sostenerlo è il dottor Fabrizio Pesiri, esponente del Comitato Civico Irpino, che da tempo porta avanti una battaglia fatta di proposte concrete e immediatamente attuabili per migliorare l’organizzazione sanitaria, senza attendere riforme strutturali di lungo periodo.
«Abbiamo provato a fornire idee, sollecitazioni e proposte alla Direzione Generale – spiega Pesiri – perché il pronto soccorso è certamente la porta d’ingresso dell’ospedale, ma non può funzionare se non è integrato con i reparti e con l’intera filiera di gestione del paziente, dal triage fino alla dimissione».
Secondo il dottor Pesiri, la riorganizzazione deve coinvolgere tutti i reparti specialistici e prevedere percorsi differenziati in base alla gravità clinica. Il Comitato Civico Irpino ha avanzato soluzioni operative già adottate in altri pronto soccorso italiani, come la rifunzionalizzazione dei percorsi per codici di gravità e il potenziamento del triage.
Uno dei punti chiave riguarda la gestione dei casi meno gravi. «I codici bianchi e a bassa complessità – sottolinea Pesiri – dovrebbero essere presi in carico da un triage infermieristico avanzato, attraverso la formula del see and treat, consentendo al pronto soccorso di concentrarsi esclusivamente sui casi più gravi».
Il nodo centrale resta però la medicina territoriale, oggi ritenuta insufficiente. «Il problema non è solo il pronto soccorso – aggiunge – ma il malfunzionamento della sanità sul territorio. Se l’ospedale non viene integrato con i servizi dell’Asl, continueremo a intasare l’emergenza».
Tra le proposte più innovative vi è l’adozione del modello dei Girot, già sperimentato con successo in altre realtà italiane. Si tratta di unità sanitarie mobili, una sorta di “pronto soccorso a domicilio”, che dopo un triage telefonico raggiungono il paziente cronico, fragile o disagiato direttamente a casa, evitando spostamenti inutili e accessi ripetuti al pronto soccorso, soprattutto nelle aree interne come ad esempio Calitri, Bisaccia e Cairano.
«Parliamo di soluzioni che possono essere attivate subito – evidenzia Pesiri – senza dover attendere le case di comunità, né la nuova struttura del pronto soccorso prevista per aprile 2026, e senza bisogno di riforme rivoluzionarie. È fondamentale intervenire immediatamente, mettendo correttivi concreti ora».
Nonostante le numerose richieste di confronto, il Comitato Civico Irpino non ha finora ottenuto risposte dalla dirigenza dell’ospedale Moscati. «Non vogliamo insegnare il mestiere a nessuno – precisa Pesiri – ma confrontarci, scambiare idee e offrire una critica costruttiva. Purtroppo non abbiamo avuto riscontri né dalla direzione generale né da quella sanitaria, né dalla politica regionale».
Il Comitato Civico Irpino, però, non intende fermarsi. «Continueremo a essere vigili, vicini all’ospedale e non contro l’ospedale – conclude Pesiri – perché la battaglia è per una sanità pubblica più efficiente, moderna e realmente vicina ai cittadini».

