“Un rinnovato impegno da parte delle istituzioni per andare oltre l’emergenza. Facciamo sbocciare in tutta la provincia tante piccole storie di solidarietà, come quella a favore dei piccoli nati da due madri profughe di Lampedusa. Sono già 179 i profughi trasferiti in Irpinia da Lampedusa, è il momento di fare il punto della situazione. Non bisogna solo limitarsi nel dare vitto e alloggio per offrire un’accoglienza dignitosa ai migranti, nelle strutture alberghiere che ospitano questi rifugiati, fino ad oggi la CGIL insieme ad alcune associazioni ha offerto ascolto, organizzato corsi di alfabetizzazione, fornito assistenza legale”. Lo si legge in una nota a firma della Cgil Valle Ufita. “Ora lanciamo un appello a tutte le forza vive della società – c’è ancora scritto – e chiediamo un impegno maggiore alle istituzioni preposte quali: la protezione civile, la croce rossa e la prefettura. Occorre un salto di qualità e un rinnovato impegno da parte di tutti per andare oltre l’emergenza. Da solo nessuno può farcela, la protezione civile, la croce rossa devono organizzare iniziative che vadano oltre la solita e semplice ospitalità negli alberghi. Iniziative sempre più necessarie da quasi un anno dai primi arrivi in Irpinia. Tutti i rifugiati oggi hanno urgente bisogno di controllo medico e di visite ospedaliere. Tutti hanno bisogno di indumenti, tutti hanno bisogno di una scheda telefonica per mantenere i contatti con la propria famiglia. Questo è il solo modo per evitare l’esplodere di tensioni che un ‘accoglienza di basso profilo potrebbe invece scatenare. Insieme alla solidarietà chiediamo che tutte le strutture preposte facciano fino in fondo il proprio lavoro con l’impegno e la capacità che la questione richiede. Per questo richiediamo alla Prefettura di Avellino di convocare con urgenza il comitato territoriale preposto ad affrontare tali situazioni con la partecipazione di tutti gli attori costituiti”.



