Nessuna celebrazione, ma una giornata di denuncia e confronto. In occasione della Festa dei Lavoratori, la CGIL provinciale è scesa in piazza ad Avellino per accendere i riflettori sulla difficile situazione occupazionale del territorio.
Ad aprire l’iniziativa è stata la segretaria Italia D’Acierno, che ha sottolineato come oggi sia sempre più complicato parlare di festa in un contesto segnato da precarietà e crisi industriali, ribadendo però la volontà del sindacato di non arrendersi.
Dal palco è emersa con forza la sofferenza del comparto manifatturiero: tra aziende che riducono il personale e multinazionali che lasciano il territorio, il bilancio è pesante, soprattutto per i giovani. Una situazione che, secondo i sindacati, rischia di impoverire ulteriormente la provincia e di spingere sempre più persone a cercare opportunità altrove.
Tra le vertenze più urgenti, quella dell’ACS: 24 lavoratori rischiano di perdere il posto entro il 30 giugno. I sindacati chiedono una proroga e un intervento concreto da parte delle istituzioni, affinché il futuro della società e dei dipendenti venga affrontato con soluzioni strutturate.
Dalla piazza è arrivata anche la richiesta alla Regione Campania di istituire un tavolo permanente di crisi, per gestire in modo continuo e coordinato le vertenze aperte.
Il messaggio finale è chiaro: senza interventi concreti su lavoro e sviluppo, il territorio rischia di perdere definitivamente prospettive e capitale umano.







