Dichiarazione di Maurizio Petracca (PD)
«C’è una narrazione volutamente distorta della crisi politica che ha investito il Comune di Avellino. Vorrei fosse chiaro un punto: il gruppo consiliare del Partito Democratico ha avuto un ruolo decisivo nel far deflagrare l’amministrazione Festa. Non siamo mai stati complici, né coinvolti nelle scelte amministrative di questa maggioranza.
È paradossale che oggi vengano a dare lezioni di moralità politica proprio coloro che, negli anni passati, hanno condiviso accordi, congressi e persino strategie amministrative con Festa. Sono gli stessi che attaccano il PD e il nostro segretario provinciale, dopo aver utilizzato il partito per ottenere incarichi e visibilità. È un po’ come Dracula che, dopo aver succhiato il sangue, si dichiara vegetariano.
La nostra classe dirigente, da quando si è insediata, ha messo fine alla stagione del trasformismo e ha dato dignità e stabilità al partito. Abbiamo ottenuto risultati storici in tutte le tornate elettorali. È complicato contestare un partito che ha lavorato, con serietà, per restituire credibilità e coerenza al centrosinistra irpino.
Sento dire che la scelta di non aderire al “patto per la città” sarebbe stata imposta dai livelli nazionali. Anche questo è falso. I consiglieri del PD hanno semplicemente fatto il loro dovere: la maggioranza era già implosa, la sindaca ha lanciato una proposta vaga, che nei venti giorni successivi non ha portato a nulla di concreto. Nessuno ha mai pensato di entrare in maggioranza, né tantomeno di votare il bilancio. Questo va detto con chiarezza per difendere la coerenza del nostro gruppo consiliare, che da sei anni svolge un’opposizione netta, seria e costruttiva.
Ora si apre una fase nuova. Se si tornerà alle urne tra undici mesi, il Partito Democratico ha il dovere di guidare il processo per la costruzione di una coalizione larga e credibile. Chiederemo formalmente che il prossimo candidato sindaco venga scelto con le primarie di coalizione. Serve trasparenza e coerenza a tutti i livelli, anche negli enti dove oggi esistono ancora zone d’ombra. È tempo di rigenerare la proposta politica per Avellino. E noi ci siamo».

