Obesità nei Lea 2026, ma le cure restano un lusso: farmaci gratuiti solo per i diabetici

MID - Movimento Italiano Disabili

 

L’obesità entra ufficialmente nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) 2026 come patologia complessa, ma per migliaia di cittadini la cura resta di fatto inaccessibile. I farmaci ipoglicemizzanti di nuova generazione, come Mounjaro e Wegovy, già utilizzati con successo anche per il trattamento dell’obesità, continuano infatti ad essere gratuiti tramite il Servizio Sanitario Nazionale esclusivamente per i pazienti affetti da diabete di tipo 1 e 2.

Per chi soffre “solo” di obesità, pur riconosciuta oggi come malattia a tutti gli effetti, la situazione non cambia: i farmaci restano a totale carico del paziente, con costi che variano in base al dosaggio e alla farmacia di riferimento, arrivando a superare i 500 euro al mese. Una spesa insostenibile per molte famiglie, soprattutto per le persone più fragili.

Allo stato attuale, diabetologi ed endocrinologi possono soltanto prescrivere il farmaco ai fini dell’acquisto, ma senza alcuna copertura pubblica. La motivazione addotta è sempre la stessa: mancanza di risorse economiche sufficienti per garantire l’erogazione gratuita a tutti i pazienti obesi.

A sollevare con forza il problema è il Movimento Italiano Disabili, attraverso il coordinatore regionale Giovanni Esposito, che pone una serie di domande destinate a scuotere l’opinione pubblica e la politica.

«Come può una persona con disabilità, che non deambula, non pratica attività fisica, vive in condizioni di svantaggio economico e sociale, sostenere il costo di questi farmaci con una pensione minima, spesso da fame, riconosciuta dallo Stato stesso?»

Una domanda semplice e allo stesso tempo drammatica, che mette in luce una profonda contraddizione del sistema sanitario: riconoscere l’obesità come patologia, ma non garantire concretamente le cure necessarie per affrontarla.

Il Movimento chiede inoltre perché, nonostante le evidenze scientifiche sui benefici di questi farmaci nella perdita di peso e nella prevenzione di gravi complicanze, lo Stato non abbia ancora previsto coperture finanziarie adeguate per estendere l’erogazione gratuita anche ai pazienti non diabetici.

Il diritto alla salute e a un’assistenza sanitaria adeguata, sottolinea il MID, non può essere selettivo. Non può dipendere da una singola diagnosi, né dal reddito o dalla condizione sociale. L’obesità è una patologia che comporta rischi elevatissimi: cardiovascolari, metabolici, oncologici e psicologici. Rischi che, quando si manifestano, non hanno prezzo.

Per questo il Movimento Italiano Disabili chiama in causa la politica, a livello locale e nazionale, chiedendo risposte rapide, chiare e concrete.

L’obesità non può più attendere. Le persone nemmeno.

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