È stato presentato presso il Polo Specialistico Riabilitativo di S. Angelo dei Lombardi della Fondazione Don Gnocchi, il Progetto ADRI (Assistenza Domiciliare Riabilitativa Intensiva). All’incontro hanno preso parte il Direttore Generale dell’ASL di Avellino, ing. Sergio Florio e il Direttore del Polo Lazio–Campania nord della Fondazione Don Gnocchi, dott. Salvatore Provenza. Si tratta di un servizio innovativo in Regione Campania, attivato da qualche mese, che ha già coinvolto 9 pazienti e che consiste, in estrema sintesi, nel ricreare a casa del paziente le condizioni di un ricovero ospedaliero. La degenza domiciliare è frutto della collaborazione tra la Fondazione Don Gnocchi e l’ASL di Avellino, sancita con delibera n° 306 del 28 febbraio 2013 ed offre l’opportunità di sperimentare questa nuova formula di ricovero per un numero massimo di 5 pazienti presi in carico contemporaneamente. Si tratta di una forma organizzativa inedita che non ha nulla a che vedere con i normali trattamenti domiciliari, ma che si pone come alternativa reale al ricovero ordinario, per quanto riguarda le attività riabilitative intensive post acuzie. Il paziente dimesso dagli ospedali che fanno capo alla ASL di Avellino, a seguito di eventi traumatici o di patologie di carattere ortopedico, neurologico, cardiologico e respiratorio, viene sottoposto ad esame da parte dell’Unità di Valutazione della Fondazione Don Gnocchi, che stabilisce la sussistenza o meno dei requisiti per iniziare il percorso riabilitativo a casa, oppure in struttura, come di norma avviene. La tendenza sarà comunque quella di privilegiare, ogni volta che le condizioni lo permetteranno, il trattamento riabilitativo direttamente a casa, con vantaggi indiscutibili, innanzitutto per il paziente stesso, che non sarà più sottoposto allo stress del ricovero, ma che si troverà a proprio agio nell’ambiente domestico, così da favorire un recupero più veloce. A livello più generale, questo significa altresì liberare posti letto presso le strutture ospedaliere o di riabilitazione, a favore di chi necessita di cure e trattamenti esclusivamente in regime di ricovero. Fondamentale è il ruolo della famiglia e del cosiddetto “caregiver”, cioè da chi materialmente si fa carico della cura del paziente a casa: è infatti requisito prioritario per attivare questo percorso, avere un contesto familiare in grado di condividere e supportare il progetto riabilitativo e anche poter disporre in casa di strutture minimamente idonee. Criterio basilare per l’accessibilità è però la stabilità dei parametri vitali del paziente, che non deve trovarsi nella situazione di una sorveglianza medica continua nell’arco della giornata. Per il resto, il percorso riabilitativo non ha nulla di diverso rispetto a quello che viene erogato in strutture apposite, con il coinvolgimento di un’équipe specializzata formata da medici specialisti, infermieri professionali e terapisti della riabilitazione del Centro “Don Gnocchi”.Secondo il direttore del Polo Lazio-Campania nord della Fondazione Don Gnocchi, dott. Salvatore Provenza, “il servizio è un ulteriore tassello nella gamma delle risposte che la Fondazione vuole dare sul territorio al bisogno di salute delle persone: un servizio che mette al centro la persona e la qualità della sua vita, più che la patologia”. Presenti all’incontro anche medici di base e amministratori comunali tra i quali il sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi Rosanna Repole, il sindaco di Nusco Giuseppe De Mita, il sindaco di Guardia Michele Di Biasi e il consigliere comunale di Morra De Sanctis Gerardo Di Pietro.







