Discarica Pustarza, Fierro solleva il caso della gestione

Esplode il caso della discarica di Pustarza. Lo solleva Lucio Fierro del Pd. “Nei mesi e nelle settimane scorse siamo intervenuti più volte – scrive – con l’equilibrio che la delicatezza della questione richiede, sulla gestione dei rifiuti in Irpinia. Eravamo e siamo convinti che essa rappresenti un paradigma esemplare, come le vicende politiche di questi anni hanno dimostrato, rispetto a quanto manchi alla nostra terra per definirsi un “paese normale”. Essa è esemplare per mostrare come le istituzioni, tutte, a partire dal governo Berlusconi, siano, qui da noi, incapaci di assicurare l’ordinato esercizio di funzioni essenziali delle istituzione di un pubblico servizio essenziale ed ancora più esemplare nell’esplicitare come l’intreccio perverso tra interessi economici, malavitosi o meno, e sistema politico berlusconiano stiano soffocando la vita democratica della nostra regione. Nessuna denunzia, perciò, ci appare superflua a fronte del rischio che il “sistema-Cosentino”, così come emerge descritto dalle pagine delle inchieste giudiziarie, venga ad inquinare la democrazia, la civile convivenza, il corretto esercizio delle attività economiche ben oltre il territorio casertano “metastizzando” il resto della Campania. In questo ambito, con la pacatezza che ci contraddistingue e senza toni scandalistici, avevano sollevato la questione della discarica di Pustarza. Esprimevamo ben più che semplici perplessità a fronte della scelta della Provincia di “privatizzare” la gestione dell’impianto. Abbiamo posto perciò una domanda: “La discarica di Savignano. I contratti per la sua gestione sono in scadenza. Nulla si sa di cosa stia avvenendo. Tutti ci aspettiamo che sia chiarito innanzitutto per quanto tempo ancora essa debba restare in funzione. In secondo luogo quando l’azienda provincializzata intende assumerne la gestione e se la gestione la vorrà garantire in via diretta -come penso sia necessario ancorché giusto- perché questo, e non altro è il significato della “provincializzazione”. Il silenzio ci opprime. Non vorremmo che qualcuno stesse lavorando, secondo lo schema bertolasiano, per rendere necessario un affidamento a privati, eventualmente, a trattativa privata. Si tratterebbe solo di un altro affare sulla pelle dei cittadini assolutamente non legittimato da ragioni di necessità e urgenza. Dopo che per anni la sorte di Difesa Grande è stata determinata anche da un intreccio perverso di interessi politici ed economici, non si potrebbe tollerare che ciò si ripetesse per Savignano”. Sibilia non ha risposto. I lanci di agenzia ci dicono oggi che sulla società, la Ibi Idroimpianti, a cui la Provincia ha affidato a trattativa privata i lavori di completamento delle vasche e la gestione dell’impianto, che è la stessa che gestisce la discarica di Chiaiano si è scatenata una “bufera: un atto d’interdizione emesso dalla Prefettura le impone di lasciare il sito. Motivo: chi lavora con il pubblico deve avere come precondizione per partecipare agli appalti il nulla osta antimafia”. Non serve fare alcun commento. Alla luce di quanto registrato a Chiaiano, il senatore Sibilia non pensa che ora non è più possibile sottrarsi a risposte nette ed inequivocabili? Innanzitutto l’unica che può in qualche modo rassicurarci: che Irpinia Ambiente assume in prima persona la gestione dell’impianto”. La replica di Irpiniambiente non si è fatta attendere: “La direzione di IrpiniAmbiente Spa comunica che, come d’uso, periodicamente acquisisce informazioni sui soggetti gestori di appalti di servizi ed opere ai sensi del decreto legislativo 490/94. In particolare, ha già provveduto a richiedere alla Prefettura di Napoli, in data 17 dicembre 2010, informazioni riguardanti la Ibi Spa, ai sensi della richiamata normativa. Si precisa che il contratto di affidamento in concessione alla Ibi Spa – già affidataria (giusta ordinanza commissariale n°128 del 21 marzo 2008 del Prefetto Gianni De Gennaro) dei lavori di costruzione della discarica di Savignano Irpino, nonché gestore operativo, con contratto stipulato in data 21 aprile 2009 con il Comune di Savignano Irpino – è stato stipulato il 10 agosto scorso in virtù di documentazione originale che certificava alla data il nulla osta ai fini della normativa antimafia”.

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