Moscati, D’Andrea: “Quadro grave, colpa soprattutto di Caldoro”

“La cronica indifferenza delle Istituzioni sovraprovinciali, Regione e Governo, alle speranze dell’Irpinia resiste intangibile alla ragionevolezza, e si perpetua come fosse discrimine strategico di una sottrazione che, con lucida e sprezzante consapevolezza, deve attuarsi nell’ottica della marginalizzazione e della desertificazione del territorio. Tra le tante sofferenze e privazioni, il decadimento dell’Azienda Ospedale San G. Moscati, a questo punto voluto, è tra i più gravi, e merita che se ne dia risalto e pubblicità: qui si parla di un complesso ospedaliero che sfiora i 1700 dipendenti, tra medici, infermieri e amministrativi, che eroga attraverso il Pronto Soccorso circa 55000 richieste di prestazioni all’anno, che ne esegue forse altrettanti per via ambulatoriale, e che è dotata di circa 650 posti letto a regime”. E’ quanto scrive in una nota Aldo D’Andre di Italia dei valori. “Ciò malgrado – continua – la perversa scomparsa dall’agenda del Governo della politica di sviluppo del meridione d’Italia, con la complicità di una amministrazione regionale campana prona ai brutali diktat dell’asse Tremonti-Bossi, sta segnando il destino di uno delle grandi strutture ospedaliere campane, finora all’avanguardia per tecnologia e competenze. E nella politica liquidatoria posta in essere dal Governatore Caldoro, è concepita la geniale soluzione dell’Irpinia come terra da essiccare: si prenda l’acqua, si chiudano gli Ospedali dell’Alta Irpinia, si regali immondizia con quell’emendamento regionale Salvatori, si trascuri la prepotenza della Fiat verso l’Irisbus, si contraggano i trasporti e la mobilità, si indebolisca -si è detto- l’Azienda Ospedaliera Moscati, si deludano infine tutte le ansie di sviluppo di questa terra e dei suoi ragazzi, ed il progetto scellerato è così definitivamente attuato. Eppure, a riguardo della questione dell’Azienda Moscati, medici illustri, con comportamenti moderati ed educati, hanno indetto conferenze stampe e convegni per richiamare l’attenzione sulla politica sanitaria in Irpinia, e, nello specifico, avvertire dei rischi concreti che il declino dell’Azienda Moscati significa per l’assistenza sanitaria provinciale ed exta-provinciale; è stata prodotta finanche una interpellanza parlamentare, del sen. Sibilia, ma malgrado tutto ciò, il vento dell’indifferenza del Governo e di Caldoro ha provveduto a disperderne sforzi e ragioni. Quella loro indifferenza e trascuratezza verso le questioni del Moscati sono materializzate nella sordità alle richieste dello sblocco del turnover, malgrado la grave carenza di medici ed infermieri; con personale tanto ridotto, i carichi di lavoro per ciascun dipendente, lì, sono ormai diventati proibitivi. Purtroppo in questi ultimi giorni sta rendendosi plasticamente evidente lo sconquasso che ha prodotto sul Paese intero questa maggioranza di centrodestra; si accumulano macerie, e, per il Sud-Italia, per la Campania, per l’Irpinia le difficoltà si moltiplicano e si enfatizzano. La predisposizione all’immobilismo della regione Campania nei riguardi dell’Irpinia, poi, assume vizi da matrigna, essendo quella amministrazione prioritariamente impegnata a ridurre i disagi del territorio napoletano, e dunque volto all’arretramento della nostra Provincia. L’emendamento Salvatori, sonoramente bocciato dal Consiglio di Stato, è stato un esempio di quelli che deve indurre noi, oggi, a riflettere, al di là delle ragioni stesse che l’hanno generato; in esso si sono compiaciute, infatti, forze politiche diverse ma tutte legate alla volontà di colpire l’Irpinia, ed è stato, esso, parte organica della suddetta strategia di sottrazione e di depauperamento, nelle cui pagine vanno lette e giustificate poi sia le scelte operate dal Direttore dell’ASL che quelle responsabili del depotenziamento della Azienda Ospedale Moscati. Però la sorveglianza della salute pubblica in Città ed in Provincia, resta in testa al Sindaco ed al Prefetto, persone note per la sensibilità che sanno rivolgere a questioni tanto delicate, proprie sia della sfera privata dei cittadini che dei fondamenti stessi della comunità, e di certo prioritarie rispetto a mere operazioni di contabilità di finanza, perché investono i cardini della democrazia. Richiamare l’attenzione di queste Autorità sulle difficoltà dell’Azienda Moscati di Avellino è perciò diventato stringente ed improcastinabile, ed è auspicabile che al più presto il manegement aziendale, con la condivisione dei direttori di strutture complesse, si attivi allo scopo, nell’ottica del rilancio e del mantenimento degli elevati standard qualitativi ed assistenziali dell’Ospedale Moscati, purtroppo oggi ancora presenti solo grazie alla abnegazione e al sacrificio del personale dipendente. Ne va della civiltà dell’Irpinia, delle sue speranze di crescita, delle ansie di futuro dei nostri ragazzi”.

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