Dal sogno ottocentesco degli abati alla mobilità sostenibile: la funicolare resta un simbolo dell’Irpinia religiosa, sociale e turistica.
Settant’anni dopo la prima corsa, la Funicolare di Montevergine torna al centro della memoria collettiva dell’Irpinia. Oggi, 23 giugno 2026, l’impianto che collega Mercogliano al Santuario di Montevergine celebra l’anniversario dell’inaugurazione del 1956, con una cerimonia al Palazzo Abbaziale del Loreto promossa da Abbazia di Montevergine, Comune di Mercogliano e AIR Campania. La ricorrenza cade in una fase in cui la funicolare conserva un ruolo pratico decisivo, anche per le difficoltà della viabilità stradale verso il monte.
Un sogno nato nell’Ottocento
L’idea di un collegamento rapido verso Montevergine affonda le radici nella seconda metà dell’Ottocento. Fu l’abate Guglielmo De Cesare a immaginare un’opera capace di avvicinare i fedeli al santuario e, insieme, di valorizzare il paesaggio del Partenio. Già nel 1882 i lavori avevano raggiunto una fase avanzata, ma difficoltà economiche e passaggi storici complessi ne rallentarono a lungo il completamento.
Il progetto riprese corpo nel 1926 con l’abate Ramiro Marcone, che fondò la società Partenion e avviò la costruzione della stazione di valle. Poi la Comunità Benedettina assunse direttamente l’iniziativa attraverso la Società Immobiliare Irpina, ottenendo la concessione per l’esercizio dell’impianto. La guerra impose una nuova battuta d’arresto, ma nel dopoguerra l’opera arrivò finalmente al traguardo.
La prima corsa del 1956
Il 23 giugno 1956 l’abate Ludovico Anselmo Tranfaglia inaugurò la funicolare, trasformando un progetto inseguito per decenni in una infrastruttura reale. Da allora l’impianto è diventato non soltanto un mezzo di trasporto, ma anche una parte dell’identità religiosa e sociale dell’Irpinia. In pochi minuti, fedeli, turisti ed escursionisti possono raggiungere il santuario attraversando un percorso immerso nel verde.
Secondo i dati tecnici di AIR Campania, la funicolare collega Mercogliano a Montevergine in circa sette minuti, su un tracciato di 1.669,25 metri. L’impianto è del tipo “vai e vieni”, con due vetture da 60 posti, scambio centrale e unica fune traente superiore. La pendenza arriva fino a 64 gradi, caratteristica che la colloca tra le funicolari più ripide d’Europa.

Dalla crisi al rilancio
La storia dell’impianto non è stata lineare. Nel novembre 1973 il Ministero dei Trasporti dispose la sospensione dell’esercizio per il deterioramento delle strutture. Tre anni più tardi, gli elevati costi di gestione portarono al trasferimento della concessione alla Filovia Atripalda Avellino Mercogliano, azienda pubblica regionale che avviò un programma di ammodernamento. La funicolare tornò in servizio il 23 maggio 1981, dopo una stagione di lavori che ne consentì il rilancio.
Con il passare degli anni, la gestione è stata integrata nel sistema del trasporto pubblico regionale. Oggi la funicolare è uno degli impianti simbolo di AIR Campania e continua a svolgere una funzione essenziale per l’accesso al santuario, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso legati alle feste religiose e ai pellegrinaggi.
Un patrimonio dell’Irpinia
La cerimonia del settantesimo anniversario non celebra soltanto una infrastruttura. Racconta una storia di tenacia, fede popolare e visione pubblica. La Funicolare di Montevergine nacque per rendere più vicino un luogo sacro, ma nel tempo è diventata patrimonio collettivo, ponte tra devozione e turismo, memoria e futuro.
In un territorio che cerca nuove forme di mobilità sostenibile e di valorizzazione culturale, l’impianto conserva un valore che supera la sua funzione tecnica. È il segno di un’Irpinia capace di custodire le proprie radici senza rinunciare all’innovazione.


