Melchionna (Cisl): “Chiusura tribunali, nessuno resti a guardare”

Il segretario generale della Cisl mario Melchionna interviene sulla questione della chiusura dei tribunali: “Le affermazioni fatte nel corso dell’iniziativa tenuta ieri presso la Biogem, dell’ex sottosegretario della Giustizia Giuseppe Alaya, in merito ad una scontata chiusura dei Tribunali di Ariano e S. Angelo, per alcuni sono apparse come una novità mentre per molti altri sono state soltanto una conferma. Alaya ha ribadito un concetto semplice, se non ci sono le condizioni richieste dal Governo i Tribunali minori non potranno continuare ad esistere. Ma ha anche detto che la politica è lenta e che spesso non si risolvono le importanti problematiche che riguardano la funzionalità della giustizia in Italia proprio per questioni politiche. La CISL di Avellino,preso atto che l’iter per la soppressione dei Tribunali di Ariano Irpino e S. Angelo dei Lombardi sta per essere portato a termine con la definitiva emanazione dei decreti legislativi delegati, ritiene,da tempo, che se fosse attuato quanto sottoscritto dal Ministro della Giustizia,sarebbe in contrasto con la legge delega 148/2011 che prevede una indagine che tenga conto delle peculiarità e specificità territoriali anche con riguardo alla situazione infrastrutturale. Inoltre la legge delega prevede anche come linea prioritaria l’equilibrio tra uffici limitrofi della stessa area provinciale. Ciò significa che per attuare correttamente la legge occorre una indagine che allo stato non risulta nemmeno avviata. La CISL è d’accordo sulla necessità di rivedere la geografia giudiziaria riguardante i Tribunali solo dopo aver verificato gli effetti della eventuale soppressione dei Giudici di Pace e delle sezioni staccate,con particolare riguardo alla ricollocazione del personale. Per fare questo è necessaria una proroga dei termini di attuazione della legge delega con riguardo alla soppressione dei Tribunali per consentire una corretta analisi della situazione socio-economica e territoriale. A nulla sono valsi fino ad ora i richiami al Ministro della Giustizia sull’opportunità e la necessità che in questa analisi vengano obbligatoriamente sentiti i Consigli dell’Ordine degli Avvocati,i Dirigenti degli Uffici, i Sindaci dei Comuni interessati e le Organizzazioni Sindacali. Il Ministro non ha voluto prendere in considerazione la valida richiesta avanzata dal territorio riguardante i Tribunali di Ariano e S. Angelo, in analogia a quanto già disposto per altri tribunali,di uno spostamento dei termini perché trattasi di territori di montagna. Non è stato sufficiente ribadire con forza che il territorio della provincia di Avellino verrebbe ad essere completamente sguarnito di presidi di legalità perché oltre la concentrazione territoriale dei tribunali di Avellino,Nola,Napoli,Torre Annunziata,Santa Maria C.V. e Benevento,non ve ne sarebbe alcuno tra Avellino,Foggia e Potenza. La CISL ritiene sia giunto il momento di spingersi oltre la legittima protesta e la richiesta di mantenere in vita entrambi i Tribunali di Ariano e S. Angelo. Occorre fare un passo in avanti,Deputati Irpini,Istituzioni locali,Sindaci dei Comuni interessati, gli Ordini degli Avvocati provinciali, i Presidenti dei tribunali di Avellino,Ariano e S. Angelo tutti insieme devono produrre una proposta concreta al Ministro. La proposta deve sicuramente tener conto di una opportuna modifica alle legge delega che tenga in vita i Tribunali di Ariano e S. Angelo, ma che non escluda la possibilità di mantenere almeno uno dei due Tribunali. In questa vicenda dei tribunali è mancato, tra i Politici,i Rappresentanti Istituzionali,i Sindaci,gli Ordini degli Avvocati e i Presidenti dei Tribunali il senso di solidarietà e di sinergia per condurre una battaglia comune per raggiungere un obiettivo che potesse soddisfare le esigenze di tutti i cittadini. E’ prevalso, ancora una volta, il campanilismo, la difesa ad oltranza di interessi di pochi e non degli interessi delle comunità. Ora tutti sono chiamati ad assumersi le proprie responsabilità, dobbiamo,se non è troppo tardi, recuperare il recuperabile, avanzare una proposta che salvi i Tribunali anche attraverso l’accorpamento degli stessi e con una nuova sede più centrale rispetto alle due aree, che tenga conto delle legittime esigenze e aspettative di tutti gli interessati, ma soprattutto per garantire un presidio di giustizia sul territorio della Valle dell’Ufita e dell’Alta Irpinia”.

SPOT