Dopo cinque mesi di attesa e preoccupazioni, per i lavoratori dello stabilimento di Luogosano si apre finalmente uno spiraglio di speranza. È arrivata infatti la notizia di un’offerta non vincolante per l’acquisizione dell’opificio, che potrebbe garantire la continuità produttiva e avviare un processo di reindustrializzazione.
“Oggi è una bella giornata – ha dichiarato Giuseppe Morsa CGIL –. Non possiamo dire che l’incubo sia finito, ma stiamo ponendo le condizioni affinché il sito industriale possa rinascere. Questo risultato è frutto soprattutto della battaglia dei lavoratori, che con determinazione hanno convinto politici, istituzioni e sindaci della bontà della loro richiesta: non assistenzialismo, ma lavoro.”
L’offerta è arrivata da Idroambiente, azienda del Beneventano, che ha manifestato interesse a rilevare lo stabilimento e a sviluppare un piano di riconversione totale. Secondo Morsa, la sinergia tra istituzioni e filiera produttiva è stata decisiva:
• La Prefettura, che ha subito convocato i primi tavoli di confronto, “ha svolto un ruolo fondamentale e costante nel monitoraggio della vicenda”.
• La Regione Campania, impegnata in un lavoro di scouting industriale, ha contribuito all’incontro tra l’offerta dell’azienda e le esigenze del territorio, aprendo la strada alla reindustrializzazione.
Sul fronte dei tempi, la procedura dovrà concludersi entro fine anno, periodo in cui restano attivi gli ammortizzatori sociali. Dal gennaio 2026 i lavoratori potrebbero intraprendere un percorso di formazione professionale per inserirsi nella nuova attività, nell’ambito del piano di riconversione dello stabilimento.
Intanto il primo tavolo di monitoraggio si è già svolto, e un nuovo incontro è previsto per la seconda settimana di settembre, con l’auspicio di ottenere ulteriori dettagli e di avviare un confronto diretto con il nuovo imprenditore.
“Oggi abbiamo dimostrato che questo modello di collaborazione tra istituzioni e lavoratori funziona – ha concluso Morsa –. È la base per ridare dignità al lavoro e speranza a un territorio troppo spesso dimenticato.”

