Legge di Bilancio 2026, imprese e famiglie tra semplificazioni promesse e critiche al fisco: il confronto al Cnpr Forum

Quali scenari attendono imprese e famiglie nel 2026? È stato questo il tema centrale del Cnpr Forum speciale dedicato alla Legge di Bilancio 2026, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca. Un confronto articolato che ha messo in luce posizioni diverse, ma accomunate dalla richiesta di una reale semplificazione del sistema fiscale.

Per il Governo, il sottosegretario all’Economia Sandra Savino ha ribadito che le semplificazioni rappresentano una priorità dell’azione esecutiva. Centrale, secondo Savino, è il dialogo costante con i professionisti, chiamati a rendere operative le norme e a supportare cittadini e imprese nella gestione di una legislazione complessa. Un percorso graduale, ma avviato nella giusta direzione.

Più critica l’opposizione. Chiara Gribaudo ha sottolineato come le manovre finanziarie continuino ad aumentare burocrazia e incertezza normativa, mentre Antonio Misiani ha evidenziato una pressione fiscale ai massimi storici e il rischio di un ulteriore aggravio nel 2026, tra nuove imposte e micro-interventi che complicano il sistema invece di semplificarlo.

Dal fronte della maggioranza, Alberto Luigi Gusmeroli e Andrea De Bertoldi hanno rivendicato alcuni passi avanti, dalla rateizzazione degli acconti alla riforma fiscale, pur riconoscendo limiti legati alle risorse disponibili. Dure, invece, le valutazioni di Mario Turco, secondo cui il riordino tributario rischia di fallire nel garantire una vera semplificazione, penalizzando soprattutto le piccole imprese.

Ampio spazio è stato dedicato alle richieste dei professionisti. Il presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, Marco Cuchel, ha invocato un ripensamento complessivo del sistema fiscale, più semplice, certo e realmente “a portata di impresa”, chiedendo anche un tavolo permanente di confronto. Sulla stessa linea numerosi rappresentanti degli Ordini territoriali, che hanno sollecitato un rapporto più equilibrato con l’Agenzia delle Entrate, maggiore certezza del diritto e un dialogo meno conflittuale.

Dalle libere professioni è arrivato infine l’allarme di Confprofessioni, con Marco Natali che ha evidenziato come i professionisti siano oggi tra i più penalizzati dal carico Irpef, rendendo urgente una riforma strutturale. Le conclusioni hanno ribadito la necessità di una manovra prudente ma più incisiva su fisco e semplificazioni, per sostenere davvero imprese, famiglie e fasce più deboli nel 2026.

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