Occupazione giovanile, sostenibilità del sistema pensionistico, diritti dei lavoratori e sanità pubblica: sono stati questi i temi al centro del Forum Cnpr 2025, dal titolo “Italia 2035 – Lavoro, previdenza e welfare”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, in collaborazione con Forbes Italia.
Una riflessione ad ampio raggio che ha visto il contributo di rappresentanti istituzionali, giuristi, economisti e vertici delle principali casse professionali, moderati da Anna Maria Belforte. L’obiettivo: delineare un percorso concreto per affrontare le grandi sfide che attendono il Paese nei prossimi dieci anni.
“Serve un nuovo patto con il sistema produttivo”, ha dichiarato Gabriele Fava, presidente dell’INPS, sottolineando come l’aumento dell’occupazione sia il primo pilastro su cui fondare la tenuta del sistema previdenziale italiano:
“I giovani di oggi saranno i pensionati di domani. Per questo abbiamo lanciato una piattaforma digitale pensata per loro, con oltre 50 servizi accessibili anche tramite App, uniti a iniziative di mentoring, formazione e una campagna di educazione previdenziale”.
Accento sulla sostenibilità dei conti anche da parte di Diego Buono, presidente della Cassa dei Geometri, che ha illustrato il bilancio attuariale positivo a 50 anni della propria cassa, ma ha anche evidenziato l’importanza di prestazioni pensionistiche adeguate:
“Abbiamo introdotto misure che valorizzano i contributi anche integrativi versati dai committenti. Il nostro welfare accompagna i professionisti lungo tutta la carriera, con coperture sanitarie, polizze, incentivi alla formazione e aiuti straordinari”.
Sul fronte politico, Antonio Misiani, vicepresidente della commissione Bilancio del Senato, ha lanciato un appello per una legge sulla rappresentanza sindacale capace di contrastare i “contratti pirata”, chiedendo anche l’introduzione di un salario minimo e un nuovo patto fiscale:
“L’IRPEF va riformata in profondità, altrimenti continueremo a perdere capitale umano prezioso. Serve investire nelle competenze per fermare l’emorragia di cervelli”.
Un allarme è arrivato invece dal vicepresidente della Corte costituzionale, Luca Antonini, che ha parlato di una “sanità italiana ammalata”:
“Nel 2024 si sono registrati 4 milioni di italiani in povertà sanitaria. Il rischio è un sistema sempre più simile a quello statunitense, in cui le cure sono solo per chi può permettersele. Servono idee forti per rilanciare la sanità pubblica e rendere attrattiva la professione medica”.
Durante i lavori, Gianni Mancuso (Enpav) ha ricordato la difficoltà di dialogo delle casse con i più giovani, spiegando come oggi si lavori per trasformare questi enti in veri e propri erogatori di servizi — dal credito all’accesso alla maternità.
Luigi Pagliuca, presidente Cnpr, ha invece messo l’accento sull’impatto dell’intelligenza artificiale nelle professioni:
“Solo una piccola parte dei professionisti utilizza davvero l’IA. Le innovazioni vanno governate e non subite”.
A chiudere il forum, Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili, ha ricordato come il passaggio al sistema contributivo abbia garantito la sostenibilità delle casse privatizzate:
“Le prestazioni sono ora direttamente collegate ai contributi versati e ai rendimenti. Un meccanismo virtuoso che, senza sostegno pubblico, ha permesso di mantenere in equilibrio i conti”.
Una fotografia nitida del presente, con lo sguardo rivolto al 2035. Perché il futuro del lavoro e del welfare in Italia si gioca oggi.

