Jay Leno da Flumeri a Hollywood: addio al Tonight Show

LA STORIA – E’ finito tra le lacrime, come prevedibile, il lungo addio di Jay Leno al “Tonight Show” della Nbc. Il comico, originario di Flumeri, che oltre vent’anni fa aveva preso il posto del leggendario Johnny Carson ha confidato al pubblico che «durante il primo anno di conduzione persi mia mamma, l’anno dopo mio padre, e quindi mio fratello. In altre parole, rimasi senza famiglia, e questa è diventata la mia famiglia». Leno si era seduto sulla poltrona di Carson tra le polemiche, perché i fans di David Letterman pensano che fosse sua di diritto. Questa disputa non li ha più abbandonati, diventando una rivalità spesso piena di tensioni. Il “Tonight Show” in America è un’istituzione: le risate in seconda serata, rivolte al pubblico adulto più smaliziato. Condurlo significa dare il tono dell’umorismo negli Stati Uniti, e non solo. Basti pensare che tra i saluti di ieri sera, non è mancato quello registrato dal presidente Obama: «Jay, hai fatto un sacco di battute su di me nel corso degli anni, ma non ti preoccupare, non sono offeso. Infatti ti ho appena nominato ambasciatore nell’Antartico. Spero che tu abbia un cappotto pesante, vecchio mio». Leno ha conservato il “Tonight Show” in cima alla classifica degli ascolti, battendo i rivali di Cbs e Abc Letterman e Kimmel, ma ha perso spettatori in termini assoluti rispetto a Carson. Il motivo, secondo i suoi difensori, sta nel fatto che l’offerta televisiva da allora ad oggi si è molto diversificata, e conservare oltre 4 milioni di seguaci alle undici e mezza della sera è comunque un grande risultato. I suoi detrattori, però, danno la colpa del declino alla linea scelta da Jay, che viene accusato di essersi “venduto” al grande business dell’intrattenimento. In sostanza, pur di avere ospiti tutte le stelle del momento, ha annacquato la sua satira, diventando così una specie di spalla accondiscendente. Ha rinunciato all’umorismo abrasivo di Letterman e Kimmel, che gli ha rimproverato apertamente di avere «instupidito le proprie battute».

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