Era il 1969 quando alcuni giovani di Borgo Montoro, insieme al compianto parroco don Alfredo Iasozzi, diedero vita alla Fiaccola di San Pantaleone. L’iniziativa nacque all’interno della grande famiglia dell’Azione Cattolica, durante incontri di riflessione, preghiera e studio che si svolgevano nel Santuario di San Pantaleone.
Fu proprio la meditazione sulla vita del Santo, e in particolare sull’episodio della guarigione del cieco Antimo, a ispirare l’idea della Fiaccola. San Pantaleone, giovane medico, non si limitò a restituire la vista al malato, ma portò la luce della fede nel cuore del padre Eustorgio. Da questa riflessione nacque la volontà di portare nel mondo la luce della fede, facendosi testimoni di pace, solidarietà e fratellanza.
Dalle prime uscite, iniziate in luoghi vicini come Borgo, San Leucio, l’Incoronata e Montevergine, la Fiaccola è cresciuta negli anni, trasformandosi in un’importante esperienza di fede, sport e incontro tra comunità. Tra le tappe più significative si ricordano l’incontro del 1982 con Papa Giovanni Paolo II e il presidente della Repubblica Sandro Pertini sui temi della pace, Assisi nel 1983, il legame con la comunità di Montauro, in provincia di Catanzaro, nato nel 1984, e il viaggio in Argentina nel 1985, dove gli atleti montoresi incontrarono le comunità di emigrati.
Negli anni successivi la Fiaccola ha raggiunto numerose località italiane e internazionali: Benevento, Madrid, Atene, Autun in Francia, Nicomedia, l’attuale Izmit in Turchia, e la Terra Santa, oltre a numerose altre città legate alla devozione per San Pantaleone. Nel 2014, l’incontro con la comunità di Surbo, in provincia di Lecce, ha dato vita a un nuovo rapporto di amicizia e fratellanza.
Particolarmente significativo è stato il 2015, quando, grazie all’impegno di oltre 200 atleti, la comunità di Borgo Montoro ha potuto accogliere l’ampolla contenente il Sangue di San Pantaleone. Durante la consegna si verificò inoltre lo straordinario fenomeno della liquefazione del sangue, evento che accrebbe ulteriormente la devozione della comunità verso il Santo.
Nel 2016 la Fiaccola ha raggiunto Vinci, dando vita a un gemellaggio culturale con la comunità di Borgo Montoro, mentre negli anni successivi ha fatto tappa a Offida e in altri luoghi legati alla figura di San Pantaleone.
Il 2018 ha rappresentato un momento storico con il 50° anniversario della Fiaccola di San Pantaleone. Un anno ricco di celebrazioni, culminato il 27 luglio con oltre 250 atleti, tra fiaccolatori di ieri e di oggi, che hanno percorso le strade di Montoro riportando la luce della fede al Santuario di San Pantaleone, proprio come nella prima edizione del 1969.
Nel 2019, con la 51ª edizione, la Fiaccola della Pace e della Solidarietà ha raggiunto il Friuli, con l’accensione della torcia nella chiesa di San Pantaleone di Rualis, a Cividale del Friuli, per poi proseguire verso il Santuario dell’Annunziata di Gaeta. Da qui gli atleti hanno intrapreso il percorso podistico che li ha condotti, il 27 luglio, al ritorno della luce della fede al Santuario di San Pantaleone di Borgo Montoro.
Anche da Avellino, come ogni anno, non è mancata la partecipazione dell’investigatore privato Sergio D’Amore, da sempre vicino alla manifestazione e ai suoi valori. La sua presenza rappresenta un ulteriore segno del legame che, negli anni, la Fiaccola ha saputo costruire ben oltre i confini di Montoro, coinvolgendo persone e comunità unite dalla fede e dalla volontà di condividere un messaggio di pace e solidarietà.
«Partecipare alla Fiaccola di San Pantaleone è per me un’emozione che si rinnova ogni anno. Non è soltanto una manifestazione, ma un momento di fede, di condivisione e di appartenenza. Portare la luce della Fiaccola significa portare con sé un messaggio di speranza, pace e solidarietà. Sono orgoglioso di poter partecipare, insieme a tante altre persone, a un appuntamento che rappresenta una tradizione così importante per Montoro e per tutto il territorio», ha dichiarato Sergio D’Amore.
Nata dalla fede e dall’impegno di alcuni giovani di Montoro nel 1969, la Fiaccola di San Pantaleone continua così a rappresentare una delle espressioni più autentiche dell’identità della comunità di Borgo Montoro, unendo generazioni di atleti e cittadini nel nome di San Pantaleone, attraverso un cammino che porta nel mondo un messaggio di fede, pace, solidarietà e amicizia tra i popoli.

