La trasformazione digitale dell’Italia continua a essere frenata da burocrazia, carenza di competenze e difficoltà delle piccole imprese nell’innovazione. È quanto emerso nel corso del forum promosso dalla Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili (Cnpr), dedicato alle sfide della digitalizzazione del Paese.
Il senatore Gianluca Cantalamessa (Lega) ha evidenziato come il vero problema sia la “burocrazia digitale”, sottolineando la necessità di semplificare processi e norme per favorire la competitività delle imprese. Elena Bonetti (Azione) ha proposto un patto generazionale che favorisca lo scambio di competenze tra giovani e lavoratori più esperti, chiedendo inoltre maggiori investimenti nella formazione digitale.
Per Rosaria Tassinari (Forza Italia) è fondamentale promuovere l’alfabetizzazione digitale dei cittadini e sostenere le aziende, soprattutto quelle di piccole dimensioni, nel percorso di innovazione tecnologica e nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Più critico Arturo Scotto (Partito Democratico), che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di aumentare gli investimenti, favorire la crescita dimensionale delle imprese e garantire una digitalizzazione che migliori la qualità del lavoro e l’inclusione sociale.
Dal mondo delle professioni, il commercialista Mario Chiappuella ha evidenziato come il divario digitale continui a penalizzare anziani, cittadini meno istruiti e residenti nelle aree interne, mentre Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili, ha ribadito l’importanza di investire nella formazione e di rendere più semplici e accessibili i servizi digitali della Pubblica Amministrazione.
Dal confronto è emersa una visione condivisa: la transizione digitale non può limitarsi alla tecnologia, ma deve essere accompagnata da formazione, semplificazione amministrativa e politiche capaci di non lasciare indietro cittadini e imprese.

