Istat: disoccupazione record in Campania

Istat: disoccupazione record in Campania

L’Istat ha pubblicato i dati relativi al tasso di disoccupazione nel periodo relativo al 2009: in tutta Italia si sono registrati 380 mila posti di lavoro in meno, e il tasso di disoccupazione salito al 7,8% dal 6,7%. Il numero totale dei senza lavoro è arrivato a 2,145 milioni. La Campania, nel periodo settembre-dicembre 2009 ha perso altri 73 mila posti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo il rapporto dell’Istituto di statistica nel quarto trimestre dello scorso anno il tasso di disoccupazione è salito al 13,9 per cento (nel 2008 era al 12,8 per cento), più del doppio del Nord (il tasso è al 6,1 per cento) e molto più alto della media nazionale: 8,6 per cento. Alla crescita della disoccupazione si accompagna un incremento degli inattivi pari all’1,7 per cento (+253.000 mila unità), in particolare di quelli che non cercano attivamente un lavoro perchè pensano di non trovarlo e di coloro che rimangono in attesa dei risultati di passate azioni di ricerca di lavoro. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 26,8%, con una crescita di 2,6 punti percentuali rispetto a gennaio 2009. Alla stabilità registrata nelle regioni settentrionali (+0,1 per cento, pari a 12.000 unità) e alla crescita in quelle centrali (+1,4 per cento, pari a 72.000 unità) si contrappone la sensibile riduzione del Mezzogiorno. In tale area la diminuzione dell’offerta interessa sia le donne (-1,3 per cento, pari a -35.000 unità) sia soprattutto gli uomini (-2,3 per cento, pari a -107.000 unità). E’ il dato peggiore da gennaio 2004. “L’incremento della disoccupazione continua a concentrarsi nel Centro Nord e tra gli individui che hanno perso una precedente occupazione”. – Ha commentato l’Istat – “Alla crescita della disoccupazione si accompagna un incremento degli inattivi pari all’1,7%, +253mila unità, in particolare di quelli che non cercano attivamente un lavoro perché pensano di non trovarlo e di tutti coloro che rimangono in attesa dei risultati di passate azioni di ricerca del lavoro”. Nel 2009 anche il Pil, espresso ai prezzi dell’anno precedente, è diminuito di ben cinque punti percentuali. La situazione di altri paesi evidenzia un Pil in diminuzione del 2,2% in Francia, del 2,4% negli Stati Uniti e del 5% in Germania, Regno Unito e Giappone. Gli altri dati Istat ci dicono che i consumi privati interni sono calati dell’1,9 per cento. Gli investimenti fissi lordi hanno mostrato una contrazione del 12,1 per cento, la quale è il risultato di flessioni che hanno riguardato tutte le tipologie di beni capitali: macchinari e attrezzature (-18,4%), costruzioni (-7,9%), mezzi di trasporto (-15,2%) e beni immateriali (-5,4%). Anche le esportazioni di beni e servizi hanno registrato una drastica diminuzione pari a -19,1%. La pressione fiscale complessiva (imposte dirette, indirette, in conto capitale e contributi sociali in rapporto al Pil) è risultata pari al 43,2%, in aumento rispetto al 42,9% dell’anno precedente. Tale risultato è l’effetto di una riduzione del Pil superiore a quella complessivamente registrata dal gettito fiscale e parafiscale, la cui dinamica negativa (-2,3%) è stata attenuata da quella, in forte aumento, delle imposte in conto capitale (cresciute in valore assoluto di quasi 12 miliardi di euro).

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