Irisbus-Fma, a Venticano politica e sindacati a confronto

VENTICANO – Un confronto serio e vivace sul futuro di Irisbus ed Fma. La Fiera di Venticano si trasforma da semplice manifestazione dedicata al commercio, a momento di riflessione sul futuro delle più importanti aziende della nostra Provincia. Al tavolo ci sono proprio tutti: dal senatore Enzo De Luca all’onorevole Marco Pugliese, passando per i consiglieri Pietro Foglia e Rosetta D’Amelio. Senza dimenticare il segretario nazionale dell’Ugl Giovanni Centrella, i rappresentanti dei lavoratori ed i sindacati provinciali.
A stuzzicare la discussione con riflessioni pungenti e attente il presidente del Corecom Gianni Festa. Il primo intervento è di Nino Altieri della Uilm metalmeccanici che sottolinea come serva un piano nuovo per il trasporto pubblico nazionale. “Anche se ritengo – sottolinea Altieri – che servirebbe una privatizzazione del servizio per dare davvero una risposta concreta. Di certo Fiat ha dimostrato di non essere competitiva in Italia e per questo ha scelto piazze estere in cui la manodopera costa meno. Ora comunque non dobbiamo disperdere energie e rimanere uniti cercando soluzioni al tavolo ministeriale dello sviluppo economico per l’Irisbus. Per la Fma invece il quadro sarà più chiaro dopo l’incontro con i vertici nazionali del 26 aprile prossimo. Capiremo realmente che tipi di motori si produrranno a Pratola Serra, e su quali macchine verranno allestiti”.
Rosetta D’Amelio sottolinea come invece la Regione Campania dovrebbe avere un ruolo più forte. “La Regione, tranne che per i rappresentanti irpini, ha lasciato soli i sindacati e i lavoratori – dice la consigliera regionale – e dal tavolo nazionale non arrivano risposte. Non è accettabile, anche perché stiamo parlando di due aziende che rappresentano una risorsa importantissima, non solo per l’Irpinia, ma per tutta la Campania. Sulla pista cinese credo che bisogna aspettare e capire quali garanzie puo’ offrire alla Irisbus, mentre la Fiat deve essere chiara su Fma”.
Pietro Foglia insiste su un concetto: per salvare l’Irisbus serve l’intervento di una finanziaria pubblica come Fim meccanica. “Marchionne oramai si è sganciato – sottolinea il consigliere regionale dell’Udc – e non vuol sentire più parlare della Irisbus. Le risposte possono arrivare solo da un piano rilancio proposto dalla Fim meccanica, ma perché questo avvenga, il Governo, più attento ora ai problemi del Sud, ci deve spiegare che cosa vuole fare. Di certo il tavolo nazionale sulla vertenza deve andare avanti e soprattutto è necessaria più attenzione da parte del sindacato nazionale, per ora del tutto assente. Si sono consumate troppe passerelle. E’ tempo di risposte concrete”. Giuseppe Morsa della Fma non fa giri di parole. “La crisi di mercato in queste due vertenze non c’entra nulla. Non dobbiamo prenderci in giro.
A Termoli si fanno persino gli straordinari mentre alla Fma si lavora a stento una settimana al mese. La verità è che Marchionne ha deciso di non investire su di noi e che la politica irpina gioca allo scaricabarile, quando dovrebbe fare fronte comune. Non diciamo fesserie – conclude Morsa – il motore nuovo di cui parla la Fiat non ci permetterà di produrne più di cinquanta al giorno. E’ inutile illudersi e fare finta di non sapere”. Sergio Scarpa della Fiom Cgil si dice preoccupato per la Fma. “Non vedo una mission produttiva chiara da parte della Fiat che comunque ha deciso di investire all’estero. Ma mentre a Pomigliano si è scongiurata una chiusura per evitare un problema sociale che rischiava di esplodere, in Irpinia manca un piano industriale e di rilancio serio, a causa anche dell’assenza totale della politica nazionale”.
Duro anche l’intervento di Dario Mennino, operaio della Irisbus. “E’ necessario che tutti riflettano prima di parlare dello stabilimento di Flumeri. Non è giusto speculare sulla pelle di noi lavoratori che siamo stati 118 giorni davanti alla fabbrica in presidio , rimettendoci faccia e stipendio,mentre altri si sono riempiti solo la bocca di promesse per farsi pubblicità sui giornali. E poi ci sono stati altri tipo Sibilia e Caldoro che sono solo passati davanti alla Irisbus ma che non sono venuti, di persona, a sostenere la nostra battaglia”. Mennino risponde anche a Centrella. “Non è giusto che Centrella dice che non c’è una trattativa aperta per la Irisbus. Ci sono i documenti, frutto dell’incontro con i rappresentanti di Governo del gennaio scorso, in cui c’è scritto chiaramente della trattativa aperta con l’Amsia motors, che si sarebbe dovuta concludere il 31 marzo scorso. Noi vogliamo risposte e capire se questa trattativa puo’ andare in porto, altrimenti si va avanti, anche perché i vertici Fiat ci hanno assicurato che sono diversi, oltre i cinesi, ad essere interessati all’Irisbus”.
L’onorevole Marco Pugliese conferma che c’è una manifestazione di interesse da parte del gruppo Zhuhai Guangtong Automobile Co ( azienda questa che dovrebbe sostituire la Dfm nella cordata di cui Amsia rappresenta la parte commerciale). “Ho incontrato ufficialmente – spiega Pugliese – presso la commissione finanza della camera dei deputati i procuratori del gruppo cinese che è interessato a investire in Europa per la produzione degli autobus da destinare al mercato orientale. Il ministro Passera mi ha assicurato che la vertenza è seguita dal sottosegretario Monti, consigliere di gabinetto del presidente del Consiglio, e che da qui a breve ci sarà un incontro presso il Ministero per aprire la trattativa. Bisogna però continuare ad essere uniti, altrimenti non si otterranno risultati”. Giovanni Centrella dell’Ugl riprende le parole di Pugliese.
“Come diceva l’onorevole del Pdl – afferma Centrella – c’è un interessamento e non una trattativa vera e propria per la Irisbus. L’italiano è chiaro, e non puo’ essere soggetto ad interpretazioni soggettive. Non credo che se davvero il gruppo cinese avesse avuto intenzione di rilevare lo stabilimento di Flumeri, avrebbe avuto problemi nel fare arrivare i suoi delegati in Italia. Cosa questa resa impossibile, a causa di un visto scaduto. La strada migliore invece, e ammetto di averla sottovalutata,era quella di inserire la Fim meccanica in questa trattativa. Di certo – conclude Centrella – i sindacati nazionali non erano all’oscuro di questa vertenza.. Ma ne sono rimasti volutamente fuori e questo è molto grave”. Infine il senatore Enzo De Luca richiama tutti ad assumersi le proprie responsabilità.
“Non bisogna speculare sui lavoratori di queste due fabbriche, che vivono momenti davvero difficili. Bisogna invece dare risposte, offrire soluzioni. E’ vero che la politica ha le sue responsabilità ma non è che i politici sono diavoli, e gli altri tutti angioletti. Al di là degli schieramenti bisogna prima di tutto – dice De Luca – sfruttare la disponibilità dimostrata dal governo Monti, a differenza di quello precedente, nei confronti del Sud. Per questo bisogna ragionare intorno ad un Patto per l’emergenza, costituendo un tavolo a tutti i livelli. Altrimenti la colpa sarà di ognuno di noi ed i problemi resteranno esattamente come sono”.
Nel pomeriggio di domani intanto ci sarà in visita alla Fiera una delegazione dell’Avellino calcio, mentre mercoledì mattina è previsto l’altro convegno dedicato al turismo con il vicepresidente Giuseppe De Mita.

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