Avellino, tempo di ricominciare: la Festa dell’Assunta come rinascita. Dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale, sulla città è calato uno strano silenzio. Nelle strade, nelle scale dei condomini, nei negozi, la gente parla a bassa voce, come si fa in casa quando c’è un malato grave. È un silenzio che urla, fatto di “sussurri e grida” che scivolano sotto gli ombrelli colorati di via Nappi, paraventi che celano un dolore profondo. Come una donna vestita di colori che nasconde la diagnosi di un male, la città tenta di mantenere dignità mentre dentro si consuma.
C’è chi dice: “È solo un raffreddore”, ostinandosi a far suonare l’orchestra sul Titanic per non creare allarmismi. Ma la verità, quella che pochi perseguono, è che Avellino è malata: un male silenzioso sta corrodendo la vita politica, il senso civico, il rispetto delle istituzioni, le regole del vivere comune.
Eppure, in questo scenario, la città si prepara al 15 agosto, il giorno dell’Assunta. In passato, era il richiamo che riportava a casa tutti, per incontrare lo sguardo della Madonna e ristorarsi di acqua irpina. Quest’anno qualcuno non tornerà, convinto che “non serve”. Ma la Regina, simbolo e guida, aprirà comunque i cancelli della sua Corte, pronta a benedire e incoraggiare chi crede ancora nella possibilità di una rinascita.
Niente luminarie né fuochi d’artificio: un’occasione per tornare all’essenziale. Come i nostri nonni, potremo illuminare balconi, stendere coperte colorate, incontrarci con amici e parenti, brindare con un bicchiere di vino, raccontando il passato per far germogliare il futuro. La Madonna Assunta non ci ha abbandonati: come una madre, resta accanto alla figlia che tutti credono perduta, con uno sguardo che infonde speranza.
La Festa dell’Assunta 2025 sarà “acqua e sapone”: semplice, autentica, capace di ricordarci i valori dei padri, il pane, il vino, l’amicizia. Come dopo il dopoguerra o il terremoto, torneremo ad abbracciarci e a ricominciare. Un’unica banda musicale attraverserà le vie, svegliando la città e chiamando a raccolta “gli uomini liberi e forti” per suonare insieme la melodia della speranza.
Sarà una festa diversa, forse povera negli ornamenti, ma ricca di significato. E un giorno, guardandoci indietro, diremo: “La festa del 2025 fu l’inizio di una nuova stagione di umanesimo e ritrovata responsabilità, come un vero Rinascimento per Avellino.”
Arturo Aiello

