Un progetto portato avanti dalla Caritas insieme all’associazione Lampione della Cantonata ha acceso i riflettori sulla giustizia riparativa negli istituti penitenziari irpini. «Non ci siamo soffermati sui numeri o sugli slogan – ha spiegato Giovanna Perna – ma sulla persona. Nei laboratori di giustizia riparativa abbiamo visto cambiamenti concreti nei detenuti e la forza di uno strumento che promuove la responsabilità, coinvolgendo non solo chi ha commesso un reato ma anche le vittime e l’intera comunità».
Il progetto, che ha visto la partecipazione di un numero significativo di detenuti a Sant’Angelo dei Lombardi e a Bellizzi Irpino, ha portato anche alla realizzazione di un docufilm, di cui è stato presentato un estratto in anteprima. Alcuni detenuti protagonisti saranno presenti per rivedersi nelle scene girate in carcere.
All’incontro hanno partecipato due figure di rilievo nazionale: la professoressa Patrizia Patrizi, già presidente del Forum Europeo per la Restorative Justice, e padre Guido Bertagna, che da anni accompagna percorsi di mediazione complessi. «Promuovere la giustizia riparativa – ha affermato Bertagna – significa farla conoscere bene, perché può davvero incidere nella vita di molte persone. Non esiste un momento migliore di un altro per avviarla: tutto dipende dalla maturazione e dalla disponibilità delle parti. Colpevoli e vittime hanno bisogno di sostegno, perché incontrarsi è un passo delicatissimo, un momento senza rete, che va preparato con cura e rispetto».
Il cammino in Irpinia è ancora nella fase di sensibilizzazione, ma i numeri e le testimonianze confermano che la strada intrapresa può offrire nuove prospettive di responsabilità, ascolto e relazione, con effetti positivi per l’intera comunità.





