Con la caduta anticipata della giunta Nargi, si chiude – secondo Giovanni D’Ercole – un ciclo politico segnato da personalismi, confusione e mancanza di riferimenti ideali. L’esponente del centrodestra affida a una nota il suo pensiero sull’accaduto e rilancia con forza l’urgenza di una nuova stagione, guidata dai partiti e, in particolare, dal centrodestra unito.
«La fine prematura dell’amministrazione Nargi è il canto del cigno di un civismo che ha coperto vuoti personalismi e ha lasciato la città senza direzione. Esprimo solidarietà umana alla sindaca: è stata vittima di un sistema dal quale ha provato ad affrancarsi troppo tardi. Ma le va riconosciuto l’onore delle armi, per aver scelto di cadere in Consiglio e non nei corridoi, restituendo alla politica la sua drammaticità istituzionale.»
D’Ercole critica duramente l’atteggiamento dei consiglieri “festiani” che hanno votato contro il rendiconto senza esporsi pubblicamente:
«È incommentabile il silenzio imbarazzante di chi, pur eletto grazie alla vittoria della Nargi, ha votato contro il rendiconto dell’amministrazione precedente – di cui erano parte – senza neppure spiegare perché. È il sintomo di un controllo esterno, opaco, che ha trasformato la discussione politica in una farsa.»
La riflessione dell’ex consigliere si allarga poi al quadro generale:
«È giunto il momento di prendere atto del fallimento totale del civismo, inteso come scorciatoia senza ideali. I partiti – con tutti i loro difetti – restano l’unico argine al caos, l’unico strumento per costruire partecipazione, identità, appartenenza e coerenza. Il civismo senza guida politica ha alimentato soltanto giochi personali e opportunismi che hanno finito per travolgere Avellino.»
Infine, l’appello al centrodestra:
«Avellino ha bisogno di una guida chiara, leale, coerente. Il centrodestra – che non ha mai governato il capoluogo – ha il dovere di presentarsi finalmente unito, per offrire alla città una vera alternativa. La prossima campagna elettorale per le regionali può essere l’occasione per smascherare le ambiguità e le doppiezze di chi oggi tenta di riciclarsi. È il momento giusto: serve compattezza, visione e pulizia. Solo il centrodestra può garantire ad Avellino un nuovo e vero slancio verso il futuro.»





