Filippo Stabile: “Ad Avellino il commercio muore. Se non avessi il mio negozio, avrei già chiuso”

La crisi del commercio ad Avellino è ormai evidente, e a testimoniarlo è una delle voci più autorevoli del settore: Filippo Stabile, commerciante storico, titolare del negozio 8 Marzo, punto di riferimento da anni per la città. La sua esperienza e la sua amarezza raccontano un declino sotto gli occhi di tutti.

“Zara ha abbassato le serrande, ma non è solo quello – spiega Stabile – il 70% dei commercianti è in difficoltà seria. La vita costa sempre di più, i clienti pagano tutto con carte e bancomat, che per noi sono come una corda al collo. I fitti sono insostenibili. Io riesco a restare aperto solo perché il negozio è mio. Altrimenti avrei già chiuso anch’io.”

Il suo negozio, 8 Marzo, resiste, ma il futuro appare incerto anche per realtà consolidate. “Gli enti preposti, le associazioni di categoria? Non vedo nulla di concreto. Il problema parte dall’alto. Il marcio sta al governo, non si fa niente per salvare le piccole imprese.”

A pesare, secondo Stabile, è anche la struttura stessa della città: “Avellino è piccola, non c’è turismo, non c’è ricambio. Sono sempre le stesse persone. E con stipendi da 800 a 1300 euro al mese, come possono arrivare a fine mese? Non ce la fanno, e noi commercianti con loro.”

Poi una riflessione che è quasi un grido d’allarme: “Il 60% delle serrande è già abbassato, e molte altre lo faranno presto. Te lo ripeto: se non avessi il mio negozio, 8 Marzo, sarei già andato via anch’io.”

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