Di seguito vi proponiamo il volantino a firma del Comitato Lavoratori Ex Isochimica attraverso il quale si tenta di indicare le linee su cui il rafforzato e rinvigorito Comitato dei Lavoratori Ex Isochimica si intende muovere chiedendo la partecipazione unitaria di tutti.
“IL FATTO: L’Isochimica S.p.A. sita in Avellino, Zona Industriale di Pianodardine, da Settembre 1982 al gennaio 1990 ha effettuato la scoibentazione (rimozione e bonifica dall’Amianto) dei rotabili ferroviari su appalto delle Ferrovie dello Stato. Proprio nelle officine delle FF.SS. si era già appalesata la grande capacità morbigena dell’amianto e delle sue applicazioni comportando un’alta mortalità tra i lavoratori delle grandi officine delle FF.SS. I lavoratori Isochimica (circa 330 giovani di età media di 22 anni, dati INPS) sono stati impiegati in dispregio delle più elementari norme di sicurezza, dotati, durante le lavorazioni a mani nude, delle sole mascherine di carta ed immersi in nubi di polvere d’amianto per l’intera giornata lavorativa. Questa situazione è perdurata per anni. Nella migliore situazione lavorativa, certificata dalle verifiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma nel 1988, è stata accertata la presenza delle polveri d’amianto anche all’esterno dei capannoni, nella mensa, negli spogliatoi, ecc. La continua e permanente esposizione alle polveri d’amianto, maggiore di centinaia di volte rispetto ai limiti massimi individuati dalla L. 257/92, ha determinato la contaminazione di tutti i lavoratori a prescindere dai ruoli e dai compiti. Questa grave contaminazione contratta, silente, a distanza di anni ha determinato un’emergenza ambientale e sociale che oggi è esplosa nella sua drammaticità.
LO STATO DELLE COSE
Oggi gli ex lavoratori Isochimica lottano per riaffermare:
– il diritto alla vita ed alla giusta sopravvivenza perché contaminati sul posto di lavoro ed ammalati di patologie gravi ed irreversibili per aver bonificato rotabili delle Ferrovie dello Stato;
– i diritti civili e di civiltà in favore della popolazione di Borgo Ferrovia di Avellino per anni ed ancora esposti a gravi contaminazioni;
– per l’eliminazione dei rischi ambientali a cui la popolazione è esposta da trenta anni.
Oggi i lavoratori ex Isochimica chiedono alle istituzioni tutte e ad ognuno per il proprio ruolo, con forza, di colmare e superare i limiti legislativi che li penalizza e che li discrimina.
I lavoratori Ex Isochimica si sentono:
– traditi dallo Stato che ha tralasciato le proprie leggi fondamentali e colpevolmente ha ignorato la direttiva 83/477/ CEE;
– ignorati dalle istituzioni (sorde e mute) deputate ai controlli, alla tutela della salute e all’informazione;
– condannati dalle FF.SS. consapevoli e scientemente muti, colpevoli dell’omesso controllo dovuto.
I lavoratori ex Isochimica hanno effettuato la bonifica dei rotabili delle Ferrovie dello Stato Italiano quando già si era consumato il dramma degli operai nelle grandi officine FF.SS., operai contaminati, con un alto tasso di mortalità causato dall’amianto. Le FF.SS. hanno affidato ad un imprenditore di pochi scrupoli il più grande appalto di bonifica di vetture ferroviarie (il più grande appalto di bonifica dall’amianto della storia europea e forse mondiale), il quale ha ottemperato agli impegni utilizzando giovanissimi lavoratori di una provincia povera e diseredata quale era quella dell’Avellino del dopo terremoto dell’80. Ed ora questi lavoratori sono colpiti (TUTTI) da malattie gravissime, irreversibili e dall’esito certamente infausto (attualmente queste patologie contratte sono incurabili e lentamente soffocano i gemiti ed i conati di vita di ogni lavoratore contaminato d’amianto).
Al momento questi lavoratori che hanno un’età media intorno ai 50-55 anni sono tutti contaminati dall’amianto, riconosciuti affetti da malattia professionale dall’INAIL, sono provati fisicamente e psicologicamente, logorati dalle proprie paure e dal senso d’impotenza rispetto alla impossibilità di assicurare la propria sopravvivenza e tantomeno quella delle proprie famiglie. Molti degli ex lavoratori sono disoccupati e non trovano collocazione a causa delle patologie contratte per motivi lavorativi, essi vengono discriminati ed esclusi dalla possibilità di reimpiego, mentre coloro che hanno la fortuna di aver conservato ancora un lavoro temono di essere licenziati e di perdere l’unico sostegno economico familiare, altri rimangono sui posti di lavoro quando non potrebbero lavorare in quelle condizioni per le patologie di cui sono portatori e di questi molti sono, oggi, impegnati nelle industrie ed in altre attività non propriamente salubri, che minano ulteriormente la salute e quindi la sopravvivenza, minano alle fondamenta il diritto indisponibile alla vita.
I RIGRAZIAMENTI
Si ringraziano tutti coloro (alcuni parlamentari, qualche forza sociale, qualche esponente delle istituzioni e qualche istituzione, e i mezzi d’informazione) che fino a questo hanno dato una mano, solidarietà ed hanno condiviso la condizione, ma ciò non è bastato perché sono state portate avanti delle lodevoli iniziative, ma alla spicciolata, spesso promosse singolarmente e quindi non c’è stato l’appoggio sufficiente per dare una risposta positiva e di conseguenza ne è stata vanificata l’efficacia e tutto è decaduto nel “marasma magno” che continua a fare comodo ai soliti ignoti.
ALLORA
– VISTO CHE SI TRATTA DI DIRITTI UNIVERSALI ED INDISPONIBILI QUALI LA VITA, LA SOPRAVVIVENZA CIVILE CHE SONO DA TUTTI CONDIVISI E CONDIVISIBILI;
– VISTO CHE QUESTI TEMI SONO CONDIVISI E CONDIVISIBILI DA UNA SOCIETA’ CIVILE QUALE QUELLA IN CUI VIVIAMO;
– VISTO CHE CI SI TROVA A DOVER DARE RISPOSTE A PROBLEMI CIVILI E DI CIVILTA’ CONDIVISI DA TUTTI;
– VISTO CHE E’ RIMASTO POCO TEMPO PER DARE DELLE RISPOSTE A QUESTI LAVORATORI, IL CUI STATO DI SALUTE DEGENERA OGNI GIORNO, ED ALLE LORO FAMIGLIE.
E’ NECESSARIO CHE:
1) TUTTI i partiti politici e loro i esponenti locali e nazionali, tutte le istituzioni interessate, tutte le forze sociali e sindacali, tutti i cittadini, tutti i comitati di lotta civile e tutti gli studenti appoggino e portino avanti in modo fattivo ed unitario, nelle sedi opportune e parlamentari, le soluzioni e le risposte a questa vergogna che si è perpetrata da 30 anni ed ancora continua.
2) Ci sia un impegno unitario a supportare la battaglia per la bonifica del sito ex Isochimica al fine di evitare ulteriori danni alle popolazioni di Borgo Ferrovia e della cittadinanza tutta.
QUINDI
E’ il Comitato dei Lavoratori ex Isochimica che si impegna a proporre una piattaforma programmatica che prevede l’emanazione di un provvedimento parlamentare, un emendamento, un atto di indirizzo che permetta di risolvere e dare delle risposte, in tempi brevissimi, a tutti quei lavoratori che si trovano nelle stesse condizioni (in totale in Italia sono circa 2000) di quelli degli ex ’Isochimica in termini di accompagnamento anticipato alla quiescenza, al fine di rendere accettabile l’ultima parte della loro esistenza, come tardivo risarcimento per le patologie contratte sul posto di lavoro a causa della contaminazione d’amianto e per aver svolto l’unica grande bonifica (attività di interesse nazionale e pubblico) di vetture ferroviarie delle Ferrovie dello Stato.
Se è vero che molte forze politiche e parlamentari, molte forze sociali ed istituzionali fino a questo momento hanno dato, singolarmente appoggio, comprensione e si sono esposti con iniziative tendenti a dare qualche risposta (purtroppo senza risultati), è vero pure che se tutti condividono lo spirito di fondo che tocca la difesa estrema dei diritti indisponibili civili e di civiltà, allora è vero, che potranno e dovranno appoggiare e sostenere con forza le iniziative parlamentari, che si concorderanno preventivamente in modo unitario, al fine di dare risposte positive e definite in tempi rapidissimi, perché la situazione è grave ed il tempo che resta è poco. Tutti, istituzioni, organizzazioni, partiti politici e parlamentari di qualsiasi ordine e tendenza locali, nazionali
ed europei, sicuramente si sentiranno in dovere di incidere e lavorare su questa piattaforma condivisa al fine di dare, finalmente, la risposta a questa vergogna che calpesta la dignità di lavoratori e la dignità di questa terra tanto martoriata. E’ il momento di dare un colpo di reni, alzare la testa e di far prevalere quanto ancora di buono e positivo c’è intorno a noi”.



