Edilizia popolare, Rossano: manca ancora il Piano urbanistico

“Avellino è ancora sprovvista del Piano Urbanistico Attuativo per l’edilizia economica e popolare. E’ quanto afferma Claudio Rossano, esponente di ‘Merito e Libertà’ di Avellino. “La vicenda urbanistica avellinese diventa ogni giorno più surreale e credo che sia giunto il momento da parte delle forze politiche di fare completa chiarezza su quanto sta avvenendo in città anche in relazione al Piano Casa.
E’ del tutto evidente che dopo l’approvazione della nuova legge regionale, che modifica sostanzialmente la legge sul Piano Casa fatta dall’amministrazione Bassolino, si debba procedere alla elaborazione di nuovi atti tecnici. Sembra invece che l’amministrazione stia percorrendo la strada di richiedere pareri all’Ente Regione volendo confermare i precedenti indirizzi.
Ma l’urgenza del Piano Casa avrebbe dovuto accelerare l’iter di un fondamentale strumento attuativo di cui Avellino è oggi sprovvista : mi riferisco al PUA Piano Urbanistico Attuativo per l’edilizia economica e popolare di cui alla legge 18 aprile 1962, n.167. Rimane ancora un mistero quale siano le aree che il PUC di Avellino destini all’Edilizia Residenziale Pubblica.
Ciò è tanto più grave se si pensa che nella seduta conclusiva della Conferenza di servizi fatta per consentire la “regolarizzazione” del PUC vennero introdotte importanti modifiche, poi recepite dal Consiglio Comunale ( delibera n. 130 del 12.12.2007 ) . Venne infatti stabilito che “nelle zone di trasformazione con destinazione residenziale gli interventi dovranno essere calibrati, con riferimento all’Indice di Utilizzazione Territoriale ed ai parametri urbanistici ed edilizi in esse indicati, sulla base del valore di 1 vano/abitante per l’Edilizia Residenziale Pubblica ed 1,5 vano/abitante per l’Edilizia privata”, alla quale il Piano deve intendersi adeguato.” Senza l’individuazione delle aree per l’Edilizia Residenziale Pubblica non vi è quindi certezza della cubatura realizzabili nelle aree a vocazione residenziale.
Né i cittadini interessati hanno mai potuto presentare opposizione a questa che era una vera e propria variante al PUC, adottata in maniera anomala in sede di conferenza di servizi. Del resto ho più volte evidenziato le tante anomalie che hanno contraddistinto l’adozione e l’approvazione del PUC. Il regista Rosi avrebbe ampio materiale per girare un nuovo “ Mani sulla città “ ambientato questa volta ad Avellino. E tali irregolarità sono ben note a coloro che, approvando il PUC di Avellino, ne hanno ripercorso l’iter burocratico di adozione. Bene farebbe anche l’assessore provinciale all’urbanistica arch. Petracca a rileggere la delibera con cui la giunta De Simone – in limine mortis – approvava con somma velocità il PUC di Avellino.
L’amministrazione comunale ha operato per tantissimi anni senza il Piano Urbanistico Attuativo per l’edilizia economica e popolare, confondendo le volumetrie PEEP con quelle relative alla sostituzione edilizia dei prefabbricati pesanti. In tal modo gli unici interventi di edilizia residenziale pubblica che si sono avuti in Avellino sono stati quelli delle cooperative edilizie, mentre rarissimi sono stati gli interventi dell’Istituto Autonomo Case Popolari. Ciò è tanto più grave se si pensa all’emergenza abitativa che grava oggi sulla città di Avellino, con tantissimi alloggi occupati abusivamente da anni. Un assessore avellinese ha parlato della necessità odierna di oltre 500 alloggi.
Purtroppo l’assessore all’urbanistica di Avellino, completamente estraneo alla realtà avellinese, sino ad oggi non ha posto alcun accenno sulla necessità di un Piano Urbanistico Attuativo per l’edilizia economica e popolare, preferendo porre la sua attenzione su aspetti – quali il Piano del colore – che certamente non risolveranno la drammatica situazione abitativa di Avellino, tanto più drammatica perché interessa le fasce più deboli della popolazione, quali le famiglie a basso reddito, le giovani coppie, gli anziani”.

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