AVELLINO – Episodi luttuosi che accadono frequentemente e il discorso sulla problematica sviluppato dai mass-media e mezzi d’informazione sollecitano la riflessione sulla possibilità e la scelta per la persona di essere oggetto di “donazione” e di continuare, in tal modo, a vivere nel corpo di un’altra, rigenerandolo.
E’ stato il tema su cui si sono confrontati, presso il Samanta della Porta ad Avellino, il presidente del Lions Club di Avellino Principato Ultra, dott. Angelo Buglione, il sindaco Giuseppe Galasso, la prof.ssa Paola Di Natale, la prof.ssa Dora Garofalo, la dott.ssa Rosaria Parenti, il dott. Giovanni Gerosolima, il dott.Vincenzo Di Grezia. L’incontro-dibattito”La donazione degli organi: una scelta consapevole” è stato coordinato dalla giornalista Marina D’Apice. L’etica lionistica, le istituzioni locali e la scienza medica hanno sollecitato la curiosità, la sensibilità e l’intelligenza del folto pubblico di allievi, accompagnati da docenti e dirigenti scolastici provenienti dagli Istituti Liceo Statale P.E.Imbriani, Istituto Tecnico per Geometri D’Agostino, Liceo Scientifico Mancini, ITIS Guido Dorso, Istituto Alberghiero Doria, Liceo Artistico De Luca, Istituto Tecnico Agrario De Sanctis, sulla sofferenza e la tragedia di malattie incurabili o di troppe premature morti e la straordinaria opportunità di dar vita ad un’altra vita.
La promozione culturale della donazione degli organi, tematica complessa e delicata, è iniziata presso le scuole e proseguirà presso le famiglie perché molti sono i dubbi e le remore che non facilitano la scelta di un dono nel quale si possono trovare le ragioni più vere della gioia e del dolore, della vita e della morte. Si può essere solidale con il prossimo in molti modi: con l’aiuto ai deboli, il soccorso ai bisognosi, il conforto per chi soffre.
Ma la donazione degli organi rappresenta un gesto ancora più umano e generoso! Rendersi utile è una delle cose che dà più soddisfazione nella vita. Donare i propri organi è certamente il modo migliore di dare un senso alla vita: donando ad altri una nuova speranza di vita! Sono passati molti anni da quando si sono sperimentati i primi trapianti. Oggi trasferire gli organi da un corpo che muore ad uno che può continuare a vivere non è più un miracolo ma una straordinaria opportunità che la scienza offre all’uomo che muore: quella di accendere una speranza in un’altra famiglia, di alleviare il dolore di altre persone, di placare mille altre sofferenze! Fino a pochi anni fa era comune la diffidenza all’idea di essere sotterrati senza alcuni dei propri organi. Spesso si trattava, più che di egoismo, di pura ingenuità, di ignoranza (nel senso più nobile del termine), dell’incapacità di leggere i progressi della scienza. La superficialità, poi, con cui si affrontava il più delle volte l’argomento, anche da parte del mondo dell’informazione, non aiutava certo ad informare e rassicurare l’opinione pubblica. Il trapianto è un’efficace terapia per alcune gravi malattie che colpiscono gli organi o tessuti del corpo umano e che non sono curabili in altro modo. Grazie all’esperienza acquisita negli ultimi anni il trapianto consente al paziente una durata e una qualità di vita che nessun’ altra terapia è in grado di garantire. Non tutti i pazienti che necessitano di trapianto però possono riceverlo a causa dello scarso numero di donatori.
La volontà della donazione si manifesta col principio del consenso o dissenso esplicito. Il principio del silenzio assenso (capo II, Legge 1 aprile 1999, n. 91) non è ancora applicato, in quanto non è stata ancora costituita un’anagrafe informatizzata dei cittadini assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale che permetta la notifica ad ogni cittadino, da parte di un Pubblico Ufficiale, di un modulo per la dichiarazione di volontà in cui si informa lo stesso che, in mancanza di una esplicita dichiarazione, si presume il consenso alla donazione, per cui a chiunque è data la possibilità di dichiarare validamente la propria volontà . Il prelievo degli organi viene effettuato quando sia stata accertata e documentata la morte encefalica o morte cerebrale, stato definitivo e irreversibile.
L’accertamento e la certificazione di morte sono effettuati da un collegio di tre medici (medico legale, anestesista-rianimatore, neurofisiopatologo) diversi da chi ha constatato per primo la morte e indipendenti dall’équipe che effettuerà il prelievo e trapianto. Questi medici accertano la cessazione totale e irreversibile di ogni attività del cervello per un periodo di osservazione non inferiore a 6 ore. Gli organi sono prelevati nelle sale operatorie degli ospedali accreditati dalla Regione o dal Ministero, da équipes medico-chirurgiche che operano nel più grande rispetto del corpo del defunto.
Dopo il prelievo, il corpo del defunto è a disposizione dei congiunti per le procedure relative alla sepoltura. La maggioranza delle religioni o confessioni religiose occidentali sostengono senza alcun dubbio la donazione e il trapianto degli organi. La Chiesa Cattolica ha sottolineato in molte occasioni che la donazione degli organi è un atto supremo di generosità, carità e amore. Altre religioni, fra cui quella Ebraica, Islamica e dei Testimoni di Geova non pongono nessuno ostacolo alla donazione.




