Dogana, Comitato denuncia: “Un anno dopo è tutto fermo”

“Sulla Dogana è di nuovo calato il silenzio”. Lo dice in una nota il Comitato per la salvezza della Dogna. “Dopo un anno dalla delibera con la quale il Consiglio Comunale approvava all’unanimità il progetto di recupero e la richiesta di dichiarazione di pubblica utilità alla soprintendenza ai fini dell’ esproprio – c’è ancora scritto – nulla è cambiato, né si hanno notizie certe di una possibile rapida soluzione. Schermaglie, giochetti burocratici, tecniche varie di sopravvivenza hanno preso il sopravvento. Sembra ripetersi, per il monumento più importante della città, lasciato da decenni in uno stato pietoso, la stessa sequenza adottata per la zona del seminario. Ognuno degli enti si trincera dietro le sue carte, si consumano penosi dibattiti sui punti e le virgole, e alla fine si adottano soluzioni pasticciate e poco coraggiose, mezze misure avvilenti. Questo sembra essere anche il destino che si prospetta per la Dogana, senza neppure che sia stato ancora percorso il primo tratto, quello fino all’esproprio. Eppure ancora risuonano le parole del soprintendente Miccio di più di anno fa – sembrarono chiare e ferme – che dichiarava che la soluzione si poteva trovare in pochi mesi. Sembrò allora che uno scatto di passione civile e di sincero ascolto delle istanze cittadine attraversasse le stanze della Soprintendenza. Così non è stato. Ora veniamo a sapere che la documentazione relativa è stata inviata al Ministero da meno di un mese!! Non parliamo poi, per decenza, dell’impegno dell’ Amministrazione comunale sulla questione. Basti sottolineare che non si è stati capace di integrare o inquadrare il problema della Dogana in nessuno dei finanziamenti europei. I fondi comunali, se ancora ci sono, basteranno appena ad avviare il processo di acquisizione del bene, mentre non si prospetta nessuna idea per il suo recupero globale. Dunque, dopo un anno, siamo ancora all’anno zero. Non ci resta che ripartire con delle iniziative civili che ricreino, intorno al monumento, un livello di affetto e di attenzione collettivo e smascherino i minuetti che ormai hanno occupato la scena”.

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